Confagricoltura: «La Manovra ci affossa»

“Gravissime le conseguenze del decreto salva Italia per gli aumenti di imposte a carico degli agricoltori. L’incremento della base imponibile ai fini IMU, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, comporta incrementi di tassazione dal 120 per cento sino a valori assurdi del 500 per cento e non dimentichiamo dell’aumento del gasolio agricolo”.  L’allarme è stato lanciato da Piergiovanni Pistoni, presidente di Confagricoltura Fvg. Valutando la manovra economica Pistoni spiega : “Per le aziende agricole sono previsti tanti oneri ma non si vede nessuna equità: l’agricoltura, già penalizzata dalla crisi congiunturale, non può essere l’unico settore escluso dai provvedimenti sullo sviluppo e contemporaneamente vessato sotto il profilo fiscale”. Prosegue il presidente di Confagricoltura Fvg evidenziando: “la parte positiva dell’Irap tocca marginalmente il settore agricolo poiché incide solo e soltanto sull’assunzione di donne sotto i 35 anni di età”. 

Il Presidente di Confagricoltura Fvg, Piergiovanni Pistoni.
“Riteniamo – sottolinea Pistoni – che una più attenta valutazione debba portare il governo a riconsiderare l’impatto del provvedimento sul sistema agricolo”. 
“Non ci sottraiamo affatto – conclude il presidente di Confagricoltura Fvg – a dare tutto il possibile contributo al risanamento dei conti pubblici, ma nemmeno vogliamo chiudere le nostre aziende. Un fatto questo che sarebbe disastroso per noi, ma anche per il Paese intero”.
Ecco un esempio di quanto aumenterebbe – secondo le stime elaborate dal Centro Studi di Confagricoltura – l’imposizione fiscale per un’azienda di circa 50 ettari (colture seminative e foraggere) con quattro fabbricati rurali, che attualmente versa un’Ici sui soli terreni di circa 2.200 euro. Con la nuova tassazione si passerebbe ad un totale di oltre 8.600 mila euro. Un aumento che supera i 6.400 euro, prossimo al 300 per cento dell’attuale carico fiscale. 
Confagricoltura ha chiesto al Governo, al Parlamento ed a tutte le istituzioni di correggere urgentemente questo aspetto del decreto ed ha concluso: “Siamo convinti che occorre salvare l’Italia ma senza condannare la nostra agricoltura”.

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