Comune, debiti in picchiata

Già fissate anche le date della prossima seduta del consiglio comunale, che oltre a questa sera si riunirà lunedì e martedì prossimi. Una due giorni, quella della prossima settimana, dedicata in particolare all’esame del bilancio di previsione 2017, l’ultimo della giunta Romoli. Quasi un lascito alla prossima amministrazione, che potrà ripartire da una situazione di pareggio a 92.655.265 euro, con il capitolo più sostanzioso impegnato per le spese legate all’assistenza e al welfare, per un totale di 15 milioni di euro, senza contare le spese per il personale del settore. «Se qualcuno mi domanda cosa lasciamo a chi arriverà dopo di noi, dico che stiamo lasciando loro la libertà di scegliere» ha detto l’assessore comunale al bilancio, Guido Germano Pettarin, a margine della presentazione alle commissioni bilancio, opere pubbliche e ambiente, «il bilancio è sanissimo e la situazione finanziaria della città non è neanche lontanamente paragonabile a quella che abbiamo trovato nel 2007. I numeri che forse descrivono nel modo migliore questa evoluzione sono quelli sull’indebitamento dell’ente, che oggi arriva nel suo complesso a un milione e mezzo di euro, mentre quando abbiamo assunto l’amministrazione della città dieci anni fa era pari a 20 milioni di euro, circa 13 volte tanto. Non servono altri dati per capire la salute di questo bilancio e non sono tante le città che possono dire di avere bilanci sicuri. Gorizia è tra queste». L’obiettivo, come spiega Pettarin, è stato raggiunto chiudendo diversi mutui attraverso l’uso di risorse che provenivano dalla distribuzione del “tesoretto Iris” e dagli avanzi di gestione maturati nel corso degli anni. Proprio l’avanzo di gestione previsto nel documento di bilancio 2017, pari a 4,9 milioni di euro, ha già contribuito ad alzare i toni della protesta sia dalle forze di opposizione sia sul terreno della campagna elettorale. L’avanzo sarà destinato per 2,4 milioni all’estinzione anticipata di mutui, per 1,7 in opere pubbliche e per 800 mila euro ad arretrati sui contratti e al pagamento di penali legati alla stessa estinzione di mutui. Congelate le aliquote di Imu, Tari e Tasi, così come le tariffe per i servizi a domanda individuale, e addizionale Irpef ancora a zero. Per il capitolo delle opere pubbliche è poi attesa anche una seconda boccata di ossigeno grazie al piano nazionale del ministero dell’economia per allentare la morsa del patto di stabilità. Piano che consentirà di distribuire in Friuli Venezia Giulia un totale di 3,4 milioni di euro a 11 comuni, tra i quali anche Gorizia. «C’è ancora qualcuno nella pubblica amministrazione e in consiglio comunale che pensa che accumulare debiti rappresenti per un ente una caratteristica virtuosa. Io non sono affatto di questa opinione e penso al contrario che fare debiti per pagarli con i soldi dei contribuenti non soltanto non sia virtuoso ma addirittura peccaminoso», conclude Pettarin.

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