Commozione e cordoglio.

Il 13o reggimento Friuli Venezia Giulia.
Il 13o reggimento Friuli Venezia Giulia.
Profondo cordoglio e commozione,ma anche rabbia per l’ennesima vita italiana spezzata in missioni di pace e di addestramento in terre martoriate che cercano di imboccare il tortuoso percorso verso la democrazia.Questi i sentimenti dei goriziani che,appresa la tragica notizia,si sono nuovamente stretti idealmente attorno ai carabinieri del battaglione “Friuli Venezia Giulia”,gia’ duramente colpiti.E si sono susseguiti anche mesti e silenziosi passaggi davanti alla Caserma di via Trieste.Un segno di vicinanza alla famiglia,ma anche all’Arma.
Cordoglio espresso in primis dal Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. «Manuele era un nostro concittadino e, come tutti i giovani della sua età, aveva certo tanti sogni e progetti ancora da realizzare: e per questo, la sua violenta scomparsa fa ancora più male alla nostra comunità», sono le parole che il Sindaco ha inviato al comandante del Reggimento. Parole che si sommano a quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal quello del Senato, Renato Schifani e dal premier, Mario Monti, vicini alla famiglia del carabiniere scelto Manuele Braj.
Sentimenti a cui si lega il pensiero di Maurizio Franz, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. «Ancora una volta – le parole di Franz – dobbiamo piangere la morte di nostri connazionali che, con estrema professionalità e grande spirito di sacrificio, si impegnano a nome dell’Italia nei luoghi più pericolosi del mondo».
Infine, Gorizia è oggi una città profondamente commossa, vicina all’Arma e a ciò che essa rappresenta e ha rappresentato per l’Italia. Grazie soprattutto a giovani come Manuele. Mentre si pensa già, nonostante i funerali del giovane carabiniere saranno celebrati tra Roma e la natia Lecce, ad un modo per onorarne la memoria anche a Gorizia.

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