«Commercio, basta svantaggi fiscali»

«Ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che muore». Parola di Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio, che ieri ha concluso i lavori dell’assemblea pubblica dell’associazione di categoria dei commercianti goriziani e isontini, sul tema “Storie d’amore e di commercio”. Assemblea dedicata ad alcune delle belle storie nate negli ultimi anni in seno al commercio goriziano, mettendo in disparte per un giorno le difficoltà storiche del nostro territorio e i settori in maggiore difficoltà, dalle botteghe storiche che una ad una stanno abbassando le loro saracinesche fino alle problematiche legate alla fiscalità di svantaggio che attanagliano i settori della distribuzione di carburanti e della vendita di tabacchi. Categorie che da tempo chiedono interventi a loro sostegno, senza ottenere risposta. L’occasione di ieri sarebbe stata senz’altro utile anche per riportare all’attenzione dei vertici nazionali di Confcommercio anche le situazioni più buie e non solo i buoni esempi che grazie ai giovani imprenditori e alle strategie di marketing 2.0 stanno dando nuova linfa al tessuto commerciale della nostra città e della provincia. «Il nostro obiettivo è quello di rendere sostenibile il futuro a partire dai luoghi e dai territori» ha detto Sangalli, «oggi ho potuto riscoprire la vostra realtà, caratterizzata dall’impegno di diversi giovani che non hanno paura di faticare. Mi piacerebbe che Confcommercio fosse un po’ più goriziana nello spirito, capace di spostare la frontiera sempre un passo più in la e di gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo. Non dimentichiamoci che la Confcommercio di Gorizia è stata la prima a sottoscrivere il protocollo con l’Anci per la rigenerazione delle aree urbane. E non è un caso». Nel corso dell’assemblea, Sangalli ha premiato Elsa Cociangic per i 90 anni della Locanda da Sandro in via Santa Chiara, Giovanna Caregnato per i 51 anni dall’apertura della confetteria Venchi Unica, Maddalena Clama per il 50esimo anniversario dell’hotel Lido di Grado, Mitja Rogelja e Antonio Crobe per i 50 anni della Goriziana Caffè, Massimiliano Skocaj per i 30 anni dell’hotel Franz di Gradisca e Clara Tomicich per i 16 anni dell’azienda Corso Vittorio Emanuele di Monfalcone. Tra le autorità, presenti il sindaco di Gorizia Ettore Romoli, che oltre ad aver donato a Sangalli la medaglia del centenario della presa di Gorizia ha ricordato come la nostra sia «una città che ha sempre vissuto di commercio, le due guerre hanno interrotto questo flusso che oggi ancora soffre a causa dell’invecchiamento della rete commerciale, dell’assenza di un rinnovo nel settore imprenditoriale e di una popolazione numericamente modesta». Concentrata sul nodo delle aperture festive la presidente Serracchiani. «Siamo stata la prima regione a toccare questo tema» ha detto, «sul quale attendiamo si pronunci la corte costituzionale. Le aperture vanno regolamentate, ne va del rispetto nei confronti degli imprenditori e dei lavoratori». La presidente ha aggiunto che Gorizia, secondo l’agenzia regionale del lavoro, risulta la città con la crescita più importante nel settore delle locazioni. Infine, a toccare il tema della fiscalità di svantaggio è stato il presidente provinciale di Confcommercio, Gianluca Madriz. «La nostra categoria non chiede che vengano riesumate leggi che ormai appartengono al passato» le sue parole, «stiamo giocando una partita importante per il nostro futuro e chiediamo di poterla giocare con le stesse regole dei nostri vicini. È una richiesta che si traduce nell’armonizzazione delle condizioni fiscali per le attività commerciali della nostra fascia confinaria, che vanno parificate a quelle d’oltre confine».

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