Colazione alla Valletta

Il risveglio alla Valletta del Corno, per un giorno, ha il profumo della frutta. Una fresca fragranza che certamente fa contrasto con le condizioni igieniche del parco che, soprattutto alle spalle della palestra di pattinaggio, hanno raggiunto livelli critici. Il capannello di volontari era già al lavoro prima delle 8 per distribuire ai richiedenti asilo reduci dalla notte all’addiaccio una tazza di tè caldo. In via Brass, un po’ sparsi nel parco e un po’ ammassati tutt’intorno alla palestra, hanno trascorso la notte tra martedì e mercoledì una novantina di migranti, raggiunti alla spicciolata per l’appuntamento con la colazione da altri compagni di viaggio che invece la sera prima aveva cercato un posto più riparato dalle insidie del maltempo per posizionare cartoni e coperte. C’è chi è tornato in galleria Bombi e chi ha dormito sotto i portici di piazzale XXVII Marzo. Una volta radunati tutti, il gruppo di richiedenti asilo si aggirava intorno alle 150 persone, in gran parte di nazionalità pakistana e tra i quali almeno una trentina sono arrivati in città solamente nell’ultima settimana. I volontari, ai quali hanno fatto visita anche i consiglieri comunali Andrea Picco (Forum) e Silvano Gaggioli (Gorizia c’è), hanno spartito tra i migranti le 50 cassette di pesche e le 15 di meloni arrivate dall’invenduto dell’ingrosso del mercato di Udine, portate a Gorizia da “L’altra voce”, che a Gorizia collabora con i volontari dell’associazione “Insieme con voi” e che conta sul supporto dell’associazione veronese “One bridge to Idomeni”. Poco dopo le 9, quando i ragazzi più affamati stavano tornando dai volontari per chiedere il bis, sul posto ha fatto capolino un mezzo di IsaAmbiente, scortato da due agenti della polizia locale e su richiesta dell’assessore comunale all’ambiente Francesco Del Sordi, per l’asporto delle immondizie e per posizionare quattro nuovi bidoni carrellati da 240 litri per la raccolta rifiuti. Dei bagni, ancora, nemmeno l’ombra.

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