Cingolani promette amore a Lucinico

Una stretta di mano. E un impegno: se Cingolani vincerà le comunali di primavera sarà «il sindaco di Lucinico». Sabato 7 gennaio il candidato del centro-sinistra ha incontrato il presidente del quartiere, Giorgio Stabon. In palio non c’è poco. Il paese, infatti, conta un decimo degli abitanti del comune di Gorizia ed è storicamente una roccaforte moderata. «Ma qui da un anno il Pd è il primo partito – sottolinea Cingolani – e da sempre Lucinico è abituato a ragionare con la sua testa».
Stabon ha evidenziato che la crisi sta picchiando forte: «molte attività, tra cui una storica drogheria, hanno chiuso i battenti. Un dato preoccupante – ha rilevato – che si accompagna alla perdita di circa 200 residenti negli ultimi anni. Non è però colando altro cemento che si porterà lavoro e sviluppo: secondo noi è più corretto utilizzare capannoni ed aree dismesse nel resto della città, valorizzando semmai la nostra vocazione agricola».

Giuseppe Cingolani (a destra) a colloquio con Giorgio Stabon.
Ed altre ancora sono le questioni irrisolte. «In primo luogo la 56bis – secondo Stabon – su cui però nulla si muove. Va inoltre rifatto il piano del traffico del quartiere e sistemare, finalmente, diverse strade bianche. Per non parlare dei nostri appelli al Comune su via della Stesa e del Cimitero, caduti nel vuoto nonostante le promesse di Romoli sul “tesoretto”».
Cingolani e Stabon si sono detti d’accordo sul riutilizzo della caserma Pecorari come foresteria, per ospitare gruppi e squadre sportive invitati alle varie manifestazioni goriziane, troppo spesso costretti ad alloggiarsi in Slovenia. Mentre sulla “casa delle associazioni” il presidente del Cdq ha confermato che a breve i lavori saranno sospesi per mancanza di finanziamenti. «Non si può più andare avanti così», ha risposto Cingolani, che ha ringraziato Stabon «per la sua disponibilità e il grande lavoro di questi anni. Se vinceremo – ha concluso – porteremo questi problemi al centro dell’agenda. E sarò il sindaco di Lucinico».

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