Cingolani: intervenire subito sul prezzo della benzina

Giuseppe Cingolani foto: facebook
«Le richieste dei benzinai sono giuste e vanno sostenute». Con convinzione Giuseppe Cingolani, candidato sindaco, sostiene la protesta dei benzinai e si impegna, nei confronti dei rappresentanti regionali delle forze politiche di centrosinistra che lo sostengono, affinché mettano in atto un’azione unitaria in Parlamento, per costringere il Governo Monti a riconsiderare la particolare situazione della fascia confinaria italo-slovena e insieme a quella delle altre realtà confinarie con prezzo dei carburanti particolarmente favorevole negli stati transfrontalieri. Che senso ha infatti l’aumento delle accise che, come da noi, finisce per provocare minori entrate per lo Stato?»

«È inspiegabile – aggiunge inoltre il candidato sindaco – che la Giunta regionale non si sia ancora attivata, oltre che nei confronti del Governo nazionale, anche e sopratutto per applicare quelle misure che permetterebbero di pagare la benzina a Gorizia meno che in Slovenia. Mi riferisco all’ulteriore sconto di 5 centesimi e al contributo di 10 centesimi al litro che, restando fermi gli equilibri complessivi di bilancio, sono previste dalla finanziaria regionale del 23 dicembre, e che finora sono restate lettera morta. In questo modo si danneggiano sia i benzinai dell’Isontino, sia i cittadini, che devono pagare la benzina più di quanto potrebbero. Sono a rischio molti posti di lavoro – sottolinea Cingolani – che andrebbero ad aggiungersi a quelli persi finora. Inoltre l’esodo verso la Slovenia provoca un danno economico di enorme entità a tutta la Regione, che viene privata delle entrate delle accise e dell’Iva sulla benzina».

«Secondo i dati in nostro possesso, risulta che il giro d’affari della benzina acquistata in Slovenia da italiani superi i 300 milioni di euro» – afferma il responsabile economia del Pd goriziano, Marco Rossi, secondo il quale i numeri sono dalla parte dei benzinai: «In base al prezzo medio di dicembre, per ogni litro di benzina la Regione ricava circa 0,47 euro, sia grazie alle accise, sia grazie all’IVA sul carburante. Pertanto ogni litro di benzina in più venduto sul territorio regionale, significa un guadagno per le finanze pubbliche. Se la Regione intervenisse con il contributo auspicato dai benzinai, basterebbe un aumento del venti per cento nelle vendite di carburanti nella sola Provincia di Gorizia, per produrre circa 2,5 milioni di euro di maggiori entrate nelle casse regionali, provenienti da accise e IVA. A conti fatti, la Regione ci guadagnerebbe»

Tutto questo secondo Cingolani non basta: «Si deve favorire anche la ristrutturazione del settore distributivo, per evitare un’eccessiva concentrazione di pompe di benzina e qualificare le stazioni di servizio, ad esempio dotandole di impianti per la distribuzione del metano. Anche l’organizzazione delle fasce infine è da rivedere: non ha senso che zone lontane decine di chilometri dal confine godano di certi sconti».

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