Cingolani: «Gorizia è emariginata»

«Gorizia è sempre più al margine, ora anche le ferrovie ci tagliano fuori. Come faranno i tanti pendolari che ogni giorno vanno a lavorare a Trieste e a Udine?». Giuseppe Cingolani, candidato sindaco del centro-sinistra, non ha dubbi. «Occorre fare di tutto per evitare che a pagare siano sempre i soliti, e per farlo dobbiamo muoverci subito. Dalla data di entrata in vigore del nuovo orario dei treni, l’11 dicembre, non risultano collegamenti tra la nostra città e i due capoluoghi vicini. Questa omissione è preoccupante – incalza Cingolani – e non può essere spiegata come un semplice “disguido tecnico”. Ad oggi, infatti, sono sconociuti sia i nuovi orari, sia l’entità dei tagli che si abbatteranno ancora una volta su Gorizia».

Secondo il candidato sindaco, «i guai sono grossi. Le FS prendono un sacco di finanziamenti regionali per garantire un “servizio pubblico” che tale non è. Si comportano da società privata, tagliando oltre 800 posti di lavoro solo tra gli addetti ai treni notturni, ma battono cassa ad ogni occasione senza fornire le dovute garanzie ai cittadini-utenti che le finanziano con le loro tasse.
Esatto – ricorda Cingolani – noi paghiamo il biglietto sia che usiamo il treno, sia che non lo usiamo. Eppure il controllore, cioè la regione targata Pdl-Lega, dorme, e Romoli gira la testa dall’altra parte. Altro che rilancio della città».
Cingolani sottolinea che «il Pd e il centro-sinistra goriziano hanno fatto la loro parte, intervenendo con forza perché Gorizia non fosse esclusa dai collegamenti ferroviari, minacciati dalla cancellazione della bretella Ronchi Nord-Ronchi Sud. Oggi, un altro colpo alla nostra città. È urgente intervenire subito, chiedendo spiegazioni e garanzie ferree. I pendolari e gli utenti goriziani non possono aspettare».

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