Cingolani contro l’accorpamento delle scuole

Gorizia rischia di subire un ulteriore gravissima mutilazione, che colpirebbe stavolta la scuola, accorpando sotto soli due Istituti Comprensivi tutta la ricchezza delle scuole cittadine, con pesanti conseguenze sulla funzionalità del servizio e tagli al personale che metterebbero a rischio la sicurezza dei bambini.
La Manovra finanziaria del luglio scorso prevede che “per acquisire l’autonomia, gli Istituti comprensivi devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per istituzioni site nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”. Il nostro territorio rientra palesemente tra queste ultime, poiché da noi vigono le leggi nazionali e regionali a tutela delle minoranze linguistiche e culturali, dunque per formare un Istituto Comprensivo ci è sufficiente non scendere sotto i 500 alunni.
Le scuole, dall’infanzia alla terza media, che fanno capo a Gorizia e sarebbero da trasformare in Istituti Comprensivi comprendono 2 scuole medie, due circoli didattici, 1’istituto comprensivo esistente, divisi su ben 20 plessi (edifici scolastici), per un numero totale di 2.437alunni.
Tenendo fermo il parametro dei 500 alunni, si potrebbero formare tranquillamente 3 istituti comprensivi, se non addirittura 4!
Con un’applicazione rigida e insensata dei nuovi criteri, che non tenga conto della specificità linguistica del nostro territorio, corriamo invece il rischio che gli istituti di Gorizia siano ridotti addirittura a due soli: uno facente capo alla Dirigenza di Lucinico, comprendente anche San Lorenzo e Mossa, l’altro ad una sola dirigenza che comprenderebbe le scuole medie, primarie e dell’infanzia di tutto il resto della città! Ciascun istituto avrebbe mediamente oltre 1.200 alunni e una decina di plessi!
Fatti i conti, avremmo una perdita definitiva ed irreparabile di posti di lavoro di dirigenti scolastici, direttori e personale dei servizi amministrativi, collaboratori scolastici.
Tra l’altro il taglio di circa 8 collaboratori potrebbe rendere inevitabile la chiusura di alcune sedi scolastiche e metterebbe in ogni caso seriamente a repentaglio la sorveglianza e la sicurezza dei bambini nei plessi esistenti, danneggiando la funzionalità della scuola e rendendo impossibili le aperture pomeridiane e le sostituzioni. Sarebbe una scelta sciagurata, con un altissimo prezzo per la tranquillità dei genitori e il desiderio, così sentito in città, di una scuola pubblica che funzioni.
Il sindaco Romoli e l’Assessore Romano dovranno dare un parere da parte del Comune entro la fine del mese: si oppongano dunque nettamente a questa ipotesi, facendo prevalere il buon senso e l’interesse della collettività su quello di una scure che ridurrebbe ulteriormente in pezzi la nostra città.

Giuseppe Cingolani
candidato alle primarie del centrosinistra di Gorizia

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