Cinghiali, caccia a Piuma

Forestale e cacciatori in campo per contenere l’emergenza cinghiali sulle sponde dell’Isonzo. Una pattuglia del Corpo forestale regionale è già intervenuta nelle scorse sere: ha raggiunto il parco di Piuma e ha provato a colpire gli animali. Due i colpi uditi nitidamente dai residenti e dagli stessi cinghiali che, senza un graffio, se la sono data a zampe levate. La forestale, lo ricordiamo, è autorizzata al pari dei proprietari terrieri a effettuare alcuni abbattimenti in deroga. Attività questa che si affianca a quella dei cacciatori, con l’unica differenza che gli esemplari catturati da questi ultimi finisco in tavola, mentre quelli abbattuti nell’ambito delle deroghe vengono smaltiti tra il carnaio di Pietrarossa per l’alimentazione dei rapaci e l’inceneritore. «La popolazione dei cinghiali cresce esponenzialmente» spiega il direttore dell’ispettorato forestale di Trieste e Gorizia, Aldo Cavani, «d’altra parte non ci sono predatori e le risorse alimentari, al contrario, sono abbondanti. Il loro numero in qualche modo va contenuto, anche se gli abbattimenti in deroga sono l’ultima spiaggia». Cavani conferma l’intervento “armato” di lunedì sera. «Gli animali vengono attratti dagli orti e dal terreno più morbido dove i vermi vengono più facilmente in superficie» spiega ancora Cavani, «abbattendone qualcuno per alcuni giorni i cinghiali restano spaventati e stanno alla larga dalle zone abitate». Un tentativo di approccio più morbido era stato tentato circa un mese fa. «Dopo ferragosto» racconta Cavani, «abbiamo fatto un esperimento applicando sulla vegetazione un prodotto repellenti per la fauna selvatica e sembra che abbia funzionato, ma alla prima pioggia questi prodotti vengono lavati via». La fiducia dei residenti ora è quindi tutta nei cacciatori, la cui attività dovrebbe riprendere con una certa costanza tra poche settimane, come annuncia Roberto Castellan, presidente del distretto venatorio 7 “Collio”, che racchiude i comuni di Gorizia, San Floriano del Collio, Farra, Mossa, San Lorenzo Isontino, Capriva, Cormòns, Dolegna del Collio, per un totale di circa 250 cacciatori assegnati alle riserve. «In ottobre, dopo la raccolta del granturco, possiamo presumere che i cinghiali resteranno più a lungo all’interno dei boschi e quindi per noi sarà più facile intervenire». Secondo l’ultimo censimento pre-riproduttivo, in marzo la popolazione degli ungulati contava a livello distrettuale 421 esemplari, di cui 29 a Piuma. Dopo le cucciolate, il numero potrebbe essere quadruplicato. I prelievi autorizzati, che corrispondono al 150 percento della cifra stabilita nel censimento, sono stati quindi 632 (43 a Piuma), ma potrebbero essere oggetto di successive integrazioni. Nel 2016, stando ai dati riferiti da Castellan, i cinghiali prelevati nel territorio del distretto furono 655. «I numeri parlano chiaro» conclude Castellan, «la situazione a Piuma così come in tutto il distretto del Collio è fuori controllo».

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