«Chiusura Cara Gradisca è ragionevole»

«Abbiamo ribadito personalmente al ministro Minniti che la disponibilità ad attivare un Centro permanente per il rimpatrio a Gradisca è condizionata alla chiusura dei Centri di accoglienza per richiedenti asilo». Così la presidente Serracchiani e il sindaco di Gradisca Tomasinsig, hanno ribadito quanto già comunicato via missiva in un incontro romano con il titolare del Viminale. Il ministro, si legge ancora nel comunicato della Regione, «ha dimostrato di conoscere a fondo la situazione in Fvg e, convenendo sulla ragionevolezza delle proposte formulate, ha comunicato di aver svolto un primo approfondimento sul caso specifico di Gradisca». Oltre alla chiusura del Cara sono stati anche richiesti un potenziamento delle forze dell’ordine e personale qualificato per gestire l’eventuale Cpr. Il sindaco di gradisca Tomasinsig dal lato suo ha ricordato a Minniti che «in più di dieci anni di Cie e Cara il territorio ha dato tanto in termini di responsabilità e accoglienza» e nel contempo «ha manifestato le preoccupazioni diffuse nella comunità gradiscana rispetto all’impatto della struttura sul territorio». E infine ha chiesto di tenere sotto controllo i numeri degli ospitati. Serracchiani e Minniti hanno poi convenuto «sulla necessità di chiudere la rotta mediterranea in modo analogo a quanto è stato fatto con la rotta balcanica». Il ministro ha ricordato gli accordi con la Libia e la creazione in loco di campi con il controllo delle grandi organizzazioni mondiali per fermare le partenze. Il ministro e la presidente, infine, «hanno anche convenuto che, con flussi migratori composti in larga parte di giovani maschi, vanno tenute in debito conto e sotto controllo le problematiche derivanti da differenze culturali e di usi tradizionali». Forse al Viminale sta cambiando qualcosa.

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