Chapeau

Chapeau. (Foto: Internet)

Scriviamo questa breve nota per chiudere definitivamente una controversia che ci oppone, in maniera da noi assolutamente non voluta, al titolare del Bar Aenigma di Gorizia. In una serie di post che dedicammo quasi un anno fa al problema della diffusione dell’alcolismo tra i giovani Goriziani, una frase di poco felice formulazione, ha dato l’impressione al signor Traini che noi si accusasse il suo locale e la sua persona in particolare di essere se non causa diretta quanto meno complice del gran numero di casi di abuso di sostanze alcoliche nei giovanissimi goriziani. In particolare il signor Traini rilevava in suddette frasi un’accusa a lui diretta di vendere bevande alcoliche a minori di 16 anni, cosa come noto esplicitamente vietata dalla legge.
Ci preme ribadire in maniera chiara che dalle nostre pagine non è partita nessuna accusa nei confronti di nessuno in primis perché riteniamo che l’accertamento di eventuali reati sia compito della forze di polizia e non sicuramente di un blog di opinione. Ritenere poi che il drammatico diffondersi delle dipendenze da alcool in ragazzi spesso giovanissimi possa essere addebitato alla presenza di un singolo locale pubblico è affermazione senza senso prima che falsa.
Ribadiamo inoltre che nessuna critica o appunto è stata mosso alla presenza di un gran numero di giovani, anche se spesso volte alterati, all’incrocio di via Nizza. Non siamo fra quelli che ritengono sia cosa intelligente nascondere la polvere sotto il tappeto. Se sempre più ragazzi sentono il bisogno di sballarsi fino a star male ogni sabato sera, spostarli da un bar in centro ad uno di periferia non è esattamente un modo di risolvere il problema. Serve solo a lavarsi la coscienza togliendosi da sott’occhio un’evidenza. Lasciamo invece che lo “scandalo” resti alla vista di tutti per dare modo a chi deve assumersi le responsabilità del caso (in primis le famiglie) di capire che, se un adolescente si ubriaca fino a star male una o più volte a settimana, “forse” ha bisogno di essere aiutato a risolvere un grosso malessere personale.

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