Centrodestra confermato

Gorizia, dunque, continua ad essere la roccaforte del centrodestra che ai ballottaggi si è aggiudicata gran parte dei comuni in rinnovo in Italia con un quasi capotto. Toccherà ora a Ziberna dimostrare di meritare la fiducia del popolo nostrano. Il voto ha ulteriormente messo in evidenza che quando il centrodestra si presenta unito viene premiato dagli elettori. Cosa che invece riesce difficilmente al centrosinistra. E Collini, restando a casa nostra, ha pagato a caro prezzo una assurda frammentazione, iniziando dal Pd (ma in quanti presuntuosamente pensavano di fare il sindaco?), per finire ad una sinistra che non si ritrova più nello schieramento di Renzi e Serracchiani. Le continue batoste subite da questi ultimi tempi dovrebbero consigliare loro di fare una attenta e profonda analisi dei perché. In un anno, oltre al referendum, hanno infatti perso Trieste, Pordenone e Monfalcone, loro roccaforti, e non son rose e fiori a Udine (unico capoluogo a guida centrosinistra) dove a breve scadrà la legislatura Honsell che da quel che si sente e si legge è costantemente nella bufera. Urge quindi un cambio di rotta, possibilmente un cambio di dirigenza e di modus operandi. Troppi gli errori fatti: dalla lontananza del popolo alla eccessiva arroganza, a riforme a colpi di piccone e solo sulla carta. Ma prima di tutto crediamo sia da cambiare il gruppo dirigente che, a livello nostro ha sperato nel nome di Collini, senza dargli un vero supporto (lasciamo poi perdere certi genietti che sia Collini che Ziberna si son trovati attorno). Siamo comunque convinti che i due da persone intelligenti e antichi amici sapranno collaborare per rilanciare Gorizia. Nel frattempo il centrosinistra dovrebbe iniziare a fare un po’ di repulisti. Troppi dilettanti allo sbaraglio e le elezioni regionali sono alle porte, e l’andamento dell’ultimo anno influirà molto sull’esito, checché se ne dica. Non sarà facile riunire le forze dell’ex centrosinistra, ma prima di tutto sarebbe bene che la presidente decidesse cosa vorrà fare da grande: Roma o Trieste? Ma anche il centrodestra deve sciogliere nodi: il primo chi sarà il candidato presidente tra i vari anticipati. Andare disuniti sarebbe la fine.

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