Castello, risarcimento sfumato?

Il Comune rischia di vedersi complicare la strada che l’avrebbe condotto a ricevere il sostanzioso risarcimento dopo il caso delle spese gonfiate per i lavori di realizzazione dell’ascensore al castello. Si sarebbe trattato di una cifra vicina ai 444 mila euro. Per recuperarli, l’ente aveva mosso causa nei confronti dell’ingegner Vittorio Ranalletta, deceduto lo scorso dicembre. La Corte dei conti, il 15 giugno, aveva spiegato che «non risulta alcun illecito arricchimento di costui rispetto al danno erariale contestato», estinguendo il processo. Il Comune aveva accertato ormai due estati fa «rilevanti discordanze» nella contabilità di cantiere, con un certo numero di opere riportate come già eseguite, ma delle quali non si è trovato riscontro durante i sopralluoghi. Il professionista deceduto, che aveva sempre declinato ogni responsabilità, ricopriva l’incarico di direttore dei lavori. La realizzazione dell’ascensore proseguirà dopo l’elaborazione del progetto definitivo ed esecutivo a cura dello studio Causero e Spadetto di Udine, che li consegnerà entro la fine dell’estate. I lavori saranno assegnati entro la fine dell’anno.

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