Castello, le mura sono private

Le sorprese in borgo castello non finiscono mai. Se da una parte del colle è stato sufficiente smuovere un po’ di terra per riportare alla luce una porzione delle antiche mura del castello, dall’altra c’è chi con le mura condivide il giardino di casa. In fondo, la magia e il fascino del borgo che domina la nostra città è racchiuso anche nella piacevole commistione tra antico e moderno, tra passato e presente. Una caratteristica che a volte nasconde storie e curiosità del tutto singolari. Come nel caso di una porzione delle mura che si affacciano sulla seconda metà di viale D’Annunzio, la salita che collega piazza Cavour e via Rastello alla porta Leopoldina. Saranno sicuramente rimasti di stucco i tecnici comunali che si sono trovati difronte alla scoperta che quel tratto di mura non è di proprietà del comune di Gorizia, come il resto delle cinta del borgo e del castello, ma di un privato. Una situazione decisamente singolare che, secondo le prime ricerche condotte dagli uffici comunali, dovrebbe trovare origine nella metà del diciannovesimo secolo. Anche se la motivazione di questo passaggio di proprietà a un soggetto privato non è stata ancora individuata. «È un quadro interessante soprattutto dal punto di vista storico» ha commentato l’assessore comunale all’urbanistica, con delega agli espropri, Guido Germano Pettarin, «l’unica cosa di cui al momento possiamo essere assolutamente certi è che questo passaggio si è verificato in un momento compreso tra il 1822, quando vennero redatte le mappe del catasto che definivano le mura del castello come un’unica particella, e il 1889, quando venne invece impiantato l’ufficio tavolare, che indicava già una parte delle mura come proprietà privata». Dal comune al momento non filtrano dati più precisi sull’estensione delle mura interessate da quella che, in sostanza, andrà a configurarsi come una donazione. Il caso è stato scoperto nell’ambito delle verifiche attuate dagli uffici comunali in vista dell’elaborazione dei bandi per i progetti di “Agenda urbana”, che andranno parzialmente a interessare anche le mura del castello. La restituzione al comune di Gorizia della porzione di mura non rappresenterà soltanto un loro ritorno alla cittadinanza goriziana, ma sgraverà anche il proprietario dagli obblighi e dalle responsabilità derivanti dalla proprietà, tra cui anche opere e interventi di manutenzione. «La posizione del proprietario di un bene immobile vincolato come le mura del nostro castello è indubbiamente pesante» ha confermato Pettarin, «invece della procedura di esproprio più tradizionale, abbiamo optato per raggiungere un’intesa con il privato affinché possa essere consentito un esproprio semplificato, senza spese per l’ex proprietario, così da riportare nell’ambito pubblico le mura del castello e sgravare il privato da ogni responsabilità». Ma la missione del comune ora sarà anche quella di proseguire nel tentativo di ricostruire l’origine storica di questa particolarità tutta goriziana. «Ad oggi, la situazione descritta dal tavolare non ha mai subito variazioni» ha concluso Pettarin, «per ora i documenti non ci hanno aiutati a ricreare in maniera esatta quello che è successo in quel periodo nel borgo. Tenteremo di approfondire questa storia anche attraverso l’archivio di Stato, dove però non siamo certi di trovare elementi utili, che potrebbero essere andati distrutti durante la prima guerra mondiale. In quel caso ricostruire la storia di questo singolare passaggio di proprietà diventerebbe un’impresa quasi impossibile».

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