Casa,crollo vendite.

Anche a Gorizia il mercato immobiliare è in crisi. Si registra in media una flessione del 20 per cento delle vendite facendo i raffronti con gli ultimi 6 anni. Più o meno le stesse cifre a Trieste dove il momento attuale viene definito peggiore di sempre. Gli addetti ai lavori sono costretti addirittura a dei ribassi sostanziosi sul prezzo reale per poter vendere. Ma ritorniamo a Gorizia. Il responsabile dell’agenzia Alfa Immobiliare, Matteo Marchesan, sostiene comunque che ” le compravendite sono stabili negli ultimi sei mesi” e fornisce un dato significativo: tra il 5 e il 10 per cento degli acquisti degli immobili vengono effettuati da cittadini sloveni, persone giovani tra i 35 e i 40 anni che si “regalano” la prima casa. Prima casa, che per loro a Gorizia è più appetibile che oltre confine. Un altro dato in controtendenza, fornito da Marchesan, il ritorno all’investimento immobiliare, ovviamente da parte di chi ha soldi e non deve ricorrere al credito, per i più ormai diventata impresa impossibile ( come in tutti comparti le banche hanno il braccio corto). L’investimento immobiliare riguarda soprattutto appartamenti sugli 80 metri quadrati, privilegiate le due stanze, da dare in affitto e i prezzi medi degli affitti variano tra i 400 e i 550 euro al mese. le famiglie che possono ancora, sempre secondo il responsabile dell’agenzia Alfa, puntano all’acquisto di appartamneti da ristrutturare, anche perchè l’ultima estensione degli sgravi fiscali raggunge il 50 per cento. Off limits, infine, gli appartamenti nuovi. Il mercato è completamente fermo. E la crisi del mercato immobiliare ovviamente, tocca anche le imprese artigiane del settore. “Il mercato – ci ha detto il direttore di Confartigianato , Gazzulli – è completamente fermo. Di immobili nuovi da costruire non se ne parla, poche le ristrutturazioni e le manutenzioni, solo quelle strettamente necessarie”. Anche le imprese artigiane soffrono per le difficoltà di accedere al credito. Un problema comune a molti,speriamo che il Governo e i politici prima o poi se ne accorgano.

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