«Cara e ex Cie vanno svuotati»

Sopralluogo ieri mattina al Cara ed ex Cie, un maxi Cara insomma, di una delegazione della commissione del Consiglio regionale immigrazione e cooperazione allo sviluppo guidata dal presidente Franco Codega (Pd), con Roberto Novelli (Fi), Silvana Cremaschi (Pd), e Andrea Ussai (M5S). E proprio dai due esponenti del Partito democratico sono venuti i maggiori appunti al termine della visita. «Il Cara e l’ex Cie di Gradisca vanno svuotati, altri sindaci si facciano carico di una parte di migranti per rendere sostenibile la situazione» ha affermato Codega, che assieme alla collega Cremaschi ha aggiunto, «a circa un paio di anni dall’ultima visita rilevato l’eccessivo sovraffollamento sia del Cara sia dell’ex Cie, dove continuano ad essere presenti nella parte esterna le gabbie metalliche anche se le strutture interne sono state risistemate. Ma in stanze che dovrebbero ospitare 4 persone ne sono stipate 11». Una situazione assurda e che doveva essere solo temporanea al momento della riapertura dell’ex Cie per far fronte all’ennesima emergenza. Assurda ma che non meraviglia, già allora “Foglio” titolava “Verso un maxi Cara”. E oggi i dati lo confermano: 525 “ospiti” nella struttura gradiscana come ha detto il viceprefetto che nel contempo ha affermato che l’arrivo dei migranti è in continuo aumento: via Tarvisio ma anche da Venezia in treno una quindicina al giorno con picchi di 40. E le stelle stanno a guardare: dall’Europa in giù. La ricetta è sempre quella, anche per la consigliera Cremaschi: «prendiamo atto» ha detto, «che già 98 comuni (le cifre non collimano con quelle dell’europarlamentare Schlein, anche lei in visita a Gradisca giorni fa, e dello stesso Codega, n.d.r.) hanno aderito al progetto di accoglienza diffusa. Mancano ancora all’appello 118 e basterebbe che ognuno aderisse allo Sprar con un numero massimo di 10 migranti a testa per risolvere il problema». Facile a dirsi, difficile a realizzarsi come dimostrato, tanto da far parlare di progetto fallito. Comunque una situazione insostenibile per Gradisca, Gorizia, l’Isontino, ma anche Trieste, Udine e Pordenone. Proprio ieri il senatore Sonego ex Pd ora Mdp Articolo 1 ha tuonato chiedendo interventi dopo le risse e chiarezza sulle attività della solidarietà. Critiche dal centrosinistra, come si può notare, e non solo dalle opposizioni, vedi Novelli e Ussai.

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