Bunker visitabili in inverno

Prosegue, e i risultati si vedono, l’opera di restauro dei bunker della Guerra fredda sul monte San Michele. Un’operazione delicata quella portata avanti dai volontari del Comitato Fanteria d’arresto, che sta facendo ritornare l’aspetto di questa fetta di Carso, per la precisione sul monte Skofnik, nell’abitato di Cotici, a Savogna, a quello di oltre vent’anni fa, in pieno clima di Guerra fredda, prima che cadesse il muro di Berlino e con lui il blocco sovietico. Si tratta di un complesso difensivo unico nel suo genere, testimone eccezionale di una delle pagine di storia più recenti del nostro territorio, abbandonato nel 1992 ma conservatosi in ottime condizioni. Una volta ripulito dalla vegetazione e dalla ruggine, infatti, il bunker si presenta ancora come negli anni della Guerra fredda. Ancora funzionante ad esempio la linea telefonica campale che collegava tutte le postazioni, e ancora intatta la mimetizzazione in vetroresina delle postazioni per le mitragliere, che riproducono i muretti a secco del Carso. Saranno riaperti anche i portelloni, saldati negli anni Novanta. All’interno dei bunker, oltre all’osservatorio di fanteria si trova anche quello di artiglieria. La struttura è realizzata su due piani e dotata anche di un “locale polmone”, che sarebbe servito ai fanti come riserva di ossigeno e quindi come riparo in caso di eventuali attacchi chimici o betteriologici. Sul Carso si trovano 5 torrette osservatorio e 26 postazioni per mitragliatrice. I bunker dovrebbero essere riaperti entro l’inverno, e le visite saranno obbligatoriamente in compagnia di una guida. L’avanzamento dei lavori può essere seguito sulla pagina facebook dei volontari, “Bunker San Michele”.

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