Boscarol: «Qualcuno non ci vuole»

Il numero uno della Pipistrel non sembra aver digerito il rinvio deciso dalla camera di commercio nell’erogazione dei 770 mila euro, inizialmente prevista per lo scorso 27 febbraio. E così Ivo Boscarol ha affidato a una nota il suo sfogo nei confronti di una situazione che secondo lui si sarebbe dovuta risolvere già da diversi mesi, ma che, in assenza di una data certa per la riapertura dell’aeroporto, rischiano di slittare ulteriormente. «Le informazioni sull’apertura del nostro stabilimento andrebbero richiedeste a chi ci ha chiesto alla fine autunno di completare i lavori prima del capodanno -ha detto Boscarol- assicurando che entro il 31 dicembre l’aeroporto sarebbe stato aperto. Noi abbiamo rispettato la richiesta, anche assumendo i primi impiegati e presentando tutto per i contributi. Oggi siamo metà marzo, i caprioli sono ancora dov’erano, le reti mancanti della recinzione sono sempre le stessi e non c’è carburante. Di tutto ciò si da la colpa a noi perché non assicuriamo il servizio antincendio, quando Enac è stata molto chiara e nella concessione rilasciata alla consortile scrive che è la società a doversene occupare». «Purtroppo -ha aggiunto Boscarol- tutto questo mi fa pensare che quelli che ci scrivono di andarcene a casa sono ogni giorno più numerosi e potenti anche nella camera di commercio, altrimenti avrebbero deliberato l’erogazione dei contributi invece di andare a cercare scuse che non esistono». Il leader dell’azienda di Aidussina ha specificato quindi che dal giorno dell’apertura dell’aeroporto saranno necessari fra i due e i tre mesi prima che lo stabilimento Pipistrel possa essere operativo. «La stagione ormai è persa -ha concluso- perciò abbiamo dovuto concentrarci su altre priorità e mettere in stand by il progetto a Gorizia, finché qualcuno non si farà vivo con la data esatta dell’apertura dello scalo».

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