Benzinai, vendite a picco

«Siamo rimasti in nove». Questa la sintesi, che vale più di mille parole, sulla crisi senza fine dei benzinai goriziani. Le parole sono di Roberto Ponzalli, presidente della sezione provinciale della Federazione italiana dei gestori di impianti stradali di carburanti (Figisc), che ha fatto il punto sulla situazione dei distributori nella nostra città, provando a estendere il confronto, per una più immediata comprensione del problema, agli ultimi dieci anni. Un lasso di tempo durante il quale, secondo i dati comunicati da Ponzalli, il numero di distributori di carburante a Gorizia è passato da 14 a 9. E altre, stando almeno ad alcune voci di corridoio, potrebbero essere le chiusure in programma entro la fine della primavera. Chiusure sulle quali, però, vige ancora il più stretto riserbo. «Posso confermare di aver sentito anche io l’ipotesi di chiusura di un distributore che sarebbe dovuta avvenire lo scorso 28 febbraio, ma che ad oggi mi risulta sia ancora aperto» ha commentato Ponzalli, «possiamo presumere, senza certezza, che la chiusura sia stata soltanto rinviata di un mese, alla fine di marzo. Se la notizia della chiusura dovesse rivelarsi fondata resteremmo soltanto in otto». Inarrestabile, secondo l’analisi del presidente provinciale della Figisc, il calo del litraggio, vale a dire la quota di litri di carburante, tra benzina e gasolio, che ogni distributore riesce ad erogare mensilmente. «I contributi regionali aiutano ma il calo di vendite è davanti agli occhi di tutti», ha detto Ponzalli, «nonostante i prezzi italiani, conteggiando ovviamente anche il contributo regionale, siano pressoché allineati a quelli sloveni. Non capisco, e nemmeno i miei amici di oltre confine riescono a darsi una spiegazione, perché un automobilista goriziano debba passare il confine per rifornire dieci euro di benzina, cifre alle quali il risparmio è quasi inesistente». Concetti e pensieri che si ritrovano anche scambiando quattro chiacchiere con altri gestori. Tra loro, Massimiliano Diana, titolare di uno degli impianti storici della nostra città. Parliamo del distributore di via Crispi al quale, nel frattempo, è arrivato l’atteso nulla osta da parte dell’Arpa e dei vigili del fuoco. «Un paio di settimane fa mi è stato rinnovato il collaudo generale per l’erogazione di carburante» spiega Diana, «che avrà valore per i prossimi dieci anni. È innegabile però che il totale dei litri venduti in un mese sia costantemente in calo. Sul fronte della benzina da quasi un anno riusciamo ad essere competitivi con la Slovenia, ormai il distacco si è ridotto davvero a una questione di pochi centesimi al litro e ogni tanto capita che i prezzi migliori si trovino in Italia. Il gap tra i prezzi del gasolio invece è impossibile da colmare». In chiusura, una nota proprio sugli incentivi per l’acquisto di carburante, regolati dalla legge regionale numero 14 dell’11 agosto 2010. Tra le righe del terzo articolo infatti si legge che «a decorrere dal primo gennaio 2018, i contributi di cui al comma 2 (12 centesimi al litro per la benzina e 8 per il gasolio, al netto delle maggiorazioni per la prima fascia, ndr) sono ridotti del 50 per cento per gli autoveicoli diversi da quelli di cui al comma 7 (con motore a emissioni zero, ndr) e con omologazione con codifica ecologica Euro 4 o inferiore». «Questa prospettiva rischia di rappresentare un duro colpo per il nostro settore, visto il parco auto piuttosto datato che circolano a Gorizia» ha concluso Diana.

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