Benaltro o morte!

È indubitabile che la questione dell’ascensore, opera tutto sommato relativa come impatto, contenuta nei costi e probabilmente utile a rilanciare l’unica (modesta) attrattiva turistica della nostra città, sta mettendo a nudo gli stessi eterni vizi intellettuali di una parte purtroppo non piccola della nostra comunità. Il Benaltrismo (di “ben altro abbiamo bisogno” o meglio “ben altro bisognerebbe fare” o ancora “ben altro servirebbe alla nostra città”) unito al provincialismo endemico e ad un odio viscerale per tutto ciò che è rischio, innovazione e cambiamento, vengono ben utilizzati da precisi poteri forti (l’espressione riferita al mondo economico politico goriziano fa un po’ ridere, e ce ne rendiamo conto, ma la usiamo lo stesso perchè fa molto “Saviano” e giornalismo impegnato) che mirano al blocco sistematico di ogni iniziativa non sia funzionale ai loro miserrimi interessi di retro-bottega. Molto forse ormai troppo si è bloccato in questa città che infatti muore con una rapidità degna di un emorragia arteriosa. Il mondo attorno a noi si muove, i nostri vicini crescono e si mettono al passo con i tempi e l’unica cosa di cui la nostra classe dirigente(!?!) si preoccupa, è di smontare tutto quello che fa l’odiato “nemico”, sia esso slavo o italico, monfalconese, triestino o udinese, rosso o nero. Chi ha buona memoria ricorderà bene alcune delle grottesche argomentazioni usate contro la scuola caserma della guardia di finanza o contro l’ampliamento dell’autoporto. Ricordiamo le “oceaniche manifestazioni” per opporvisi a cui partecipavano sempre i soliti quattro gatti che oggi guidano il “genuino” sdegno popolare contro l’ascensore.
Credo anzi che volantini e manifesti con scritto “NO alla costosa e inutile ….voluta dalla giunta…..”. siano stati fatti stampare negli anni Settanta in blocco per economizzare. Ai nostri professionisti della società civile in mobilitazione permanente basta sostituire ai puntini l’opera oggetti del loro odio più recente e la giunta attualmente in carica e slogan cartelloni e volantini si possono facilmente riciclare.
Fa un po’ tenerezza vederli ancora lì i coraggiosi paladini del “No all’….” toccati dal passare degli anni ma mai dal dubbio, ingrigiti e un po’ stanchi mentre con la voce arrochita lanciano al cielo il loro querulo grido di battaglia “benaltro, benaltro!”.

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Le opinioni dei lettori su "Benaltro o morte!"

  1. E daghela co sto benaltrismo! Continuè a sfornar concetti che no vol dir niente! Se ciama pragmatismo, e vol dir che prima che alle robe grandi ( e irrealizzabili, nonchè costose ed inutili) bisogna pensar a quele picie.

  2. hanno inventato sto termine e lo useranno all’infinito… tipo quei comici che basano la loro fortuna in una sola battuta ripetuta all’infinito (Franco oh Franco, Pizza Pizza Marescià, e gli altri? muti!!!, insomma tutto il repertorio di zelig…)

  3. E’ vero uno scandalo! BEN ALTRO serve per fare delle osservazioni intelligenti e significative, BEN ALTRO per dare un futuro alla nostra città, BEN ALTRO per potersi dire francamente moderni e con lo sguardo fieramente rivolto al futuro!

  4. “Lé più facile metterglielo in c..o che in testa” dice un mio carissimo amico toscano.
    Riprovo a mettervela in testa: questo BLOG NON RAPPRESENTA una testata giornalistica. Questo significa che gli interventi possono piacere o non piacere, ma non hanno ne pretesa ne obbligo di voler essere informazione neutrale. Il Foglio Goriziano non deve vendere spazi pubblicitari, ne ricavare soldi dalle copie vendute. Il buonismo mediatico qui non è necessario, né tanto meno voluto. Duri di comprendonio eh? Provate ad andare sul blog di Beppe Grillo e chiedetegli perché è solo capace di offendere ed attaccare i politici che la pensano diversamente da lui. Ve lo spiegherà.
    Capitolo Zelig (per Marco): la battuta ripetuta all’infinito si chiama “tormentone”, serve a rendere il personaggio unico e creare empatia con il pubblico. Un personaggio è pronto dopo una lavorazione che può durare diversi anni. La fortuna senza studio e repertorio la puoi sfruttare per giocare al lotto, non per fare carriera televisiva o teatrale. Il comico nasce quando uomini riuniti in gruppo dirigono l’attenzione su uno di loro, facendo tacere la loro sensibilità ed esercitando solo la loro intelligenza.
    Così forse si spiega anche il perché a Gorizia non esistano dei comici professionisti.
    Prima di replicare con frasi fatte leggete molto a fondo quello che ho scritto. Grazie.

  5. Nero, no sta ‘rabiarte: quei de sx i pensa sempre de saver una pagina più del libro, no i te darà mai ragion! E poi, sopratutto, no i acetta mai un che la pensa diversamente da loro, mai!!!

  6. Bianco friulano, una volta Tocai. Ecco, a Gorizia si litiga tanto ed alla fine ci si fa soffiare da sotto il naso anche le poche cose che abbiamo mentre c’é gente che si danna l’anima per inventarsene delle nuove. Non mi arrabbio, ma la vedo dura per chi dovrà viverci…

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