Bando accoglienza, 4 offerte

Corsa a quattro per 600 posti. Tante sono infatti le offerte che, a ridosso della scadenza, sono state regolarmente presentate per rispondere al bando pubblicato dalla prefettura di Gorizia con l’obiettivo di dare il là alla cosiddetta accoglienza diffusa. Le quattro buste resteranno sigillate fino al prossimo lunedì, 20 marzo, quando alle 10 è prevista l’apertura e la lettura delle offerte. Fino a quel momento sarà chiaramente impossibile anche solo immaginare il loro contenuto, anche se il vice prefetto vicario, Antonino Gulletta, non lascia molto spazio all’ottimismo. «Temo che sarà difficile allontanarsi di molto dai 155 posti che siamo riusciti a reperire attraverso il bando dello scorso anno» ha detto, «il territorio sta reagendo con difficoltà e nel confronto con i sindaci dell’isontino continuiamo a sentirci dire che non si riescono a trovare strutture adeguate. Avevamo il desiderio di poter spalmare almeno in parte la presenza dei richiedenti asilo in tutto il territorio, ma sarà un obiettivo ancora difficile da raggiungere». In calce alle quattro buste, i nomi del consorzio di cooperative “Il Mosaico”, che a Gorizia ha in gestione il Nazareno e il villaggio del San Giuseppe, dell’associazione Betlem, delle Acli di Pordenone e del Consorzio italiano di solidarietà – Ufficio rifugiati onlus di Trieste. Nel frattempo, il numero di richiedenti asilo presenti a Gorizia e in provincia è ulteriormente salito, avvicinandosi a quota mille. Il numero dei migranti fuori convenzione è salito negli ultimi sette giorni a 90, rischiando di mettere in crisi i dormitori della Caritas diocesana, che nell’ultimo periodo si era stabilizzati a quota 60. 83 sono invece ospitati al dormitorio Faidutti in Piazzutta, 150 al Nazareno, 96 al San Giuseppe. Numeri che stanno facendo preoccupare la prefettura. «Abbiamo richiesto in via ufficiale al ministero il trasferimento di 200 richiedenti asilo» ha annunciato Gulletta, «confidiamo che la nostra istanza possa essere accolta da Roma al più presto, la situazione è al limite».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *