Bagni, al via i lavori al tetto

Via l’amianto dal tetto del Civico stabilimento bagni. Il comune di Gorizia ha avviato le procedure per l’affidamento dei lavori di bonifica e rimozione dell’amianto dalla copertura dell’edificio di via Cadorna, ormai in preda a uno stato avanzato di degrado. L’importo previsto per l’intervento è di 160.800 euro, di cui 29.223 di oneri per la sicurezza. A tal fine il comune di Gorizia, come stabilito in una delibera approvata dalla giunta comunale lo scorso dicembre, aveva ricevuto dalla direzione centrale per l’ambiente e l’energia della Regione un contributo pari a 60.800 euro. Le verifiche alle condizioni dell’ex stabilimento bagni tuttavia risalgono già al settembre 2010, quando a salire sul tetto della palazzina fu la ditta goriziana Multiproject, il cui rapporto mise in evidenza la composizione della copertura in lastre ondulate e piane realizzate in eternit, oltre a segnalare come «scadente» lo stato della superficie.

Copertura crollata un anno fa
Nel 2015 lo stabilimento fu oggetto di attenzioni anche da parte dell’azienda sanitaria, che attraverso una relazione tecnica redatta dal proprio dipartimento di prevenzione stabilì la necessità di rimuovere l’amianto presente senza attendere eventuali interventi di manutenzione. La situazione si aggravò un neanche un anno più tardi, nel 2016, quando l’orditura portante in legno della copertura subì dei crolli, provocando delle fratture alle lastre di eternit con conseguente liberazione, in varia misura, di fibre di amianto. Una situazione che ricorda in tutto e per tutto, anche se in dimensione ridotta, quella dell’ex rimessa dei tram in via di Manzano. «L’intervento riguarda la rimozione del manto di copertura di lastre di cemento amianto, di parte di lattoneria deteriorata, grondaie e pluviali, e bonifica dei canali di gronda» si legge nella relazione tecnica redatta dallo studio Di Dato & Meninno architetti associati, che hanno curato le varie fasi di progettazione, «e la sostituzione mediante posa di lastre di lamiera preverniciata e di canali di scolo sempre in lamiera zincata del medesimo colore. Per rendere possibile il posizionamento della copertura temporanea verranno rimosse e sostituite le travi in legno deteriorate, così come il tavolato. Verranno preservati gli elementi decorativi e funzionali come la presa di luce della sala centrale a volta, dove è posizionata la vasca».

Da sostituire 710 metri quadrati
Negli ultimi anni la struttura ha subito la mancanza di manutenzione e i danni provocati dalle infiltrazioni di acqua sono evidenti, così come il deterioramento del tetto. Complessivamente, «le lastre del manto di copertura in cemento amianto presentano una superficie stimata di 650 metri quadrati, oltre a 60 metri quadrati di copertura di un annesso secondario», si legge sempre nella relazione. L’inizio dei lavori è previsto per il prossimo 2 maggio. Per completare la bonifica saranno necessari 4 mesi, che dovrebbe dunque concludersi entro il primo settembre.

Furono inaugurati nel 1878
L’aspetto del Civico stabilimento Bagni risale al progetto del 1876 firmato dall’architetto Leopoldo de Claricini-Dornpacher. Erano gli anni in cui i progetti dell’impero austroungarico prevedevano in Gorizia, la Nizza d’Austria, un futuro centro turistico, dal quale ereditiamo ancora numerosi esempi architettonici, e durante i quali la nostra città ancora austroungarica rappresentava uno degli avamposti più importanti dell’esercito imperiale. E proprio la contaminazione culturale dell’impero aveva fatto assumere la pratica del bagno turco tra le abitudini dei suoi militari. Lo stabilimento venne completato e inaugurato nel 1878. È rimasto in funzione fino alla metà degli anni Novanta, prima che le sue attività fossero interrotte dalle nuove norme impiantistiche. La copertura in fibrocemento, che rappresenterà il cuore del prossimo intervento di bonifica, risale invece al marzo 1906, quando quella originale in coppi di cemento venne rimossa e sostituita con la attuale, in eternit. Il più recente intervento di manutenzione è datato 1980, prima che l’edificio fosse dichiarato inagibile. In quell’occasione le modifiche riguardarono in particolare la parte esterna dello stabilimento, venne interrata la vasca e demolite le cabine.

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