Avventurosa fuga di un rumeno

Estradato dalla Svizzera, è riuscito ad evitare tre ordinanze di custodia cautelare emesse dai tribunali di Reggio Emilia, Pescara, e per ultimo di Gorizia, e fuggire all’estero. Una vita decisamente avventurosa e con una impressionante sfilza di reati contro il patrimonio quella di un 42enne rumeno, T.M. le sue iniziali. A suo carico furti, ricettazione, appropriazione indebita, uso di atto falso, declinazione di false generalità. Un bel palmares, dunque, che gli sarebbe costato anni di carcere, se per cause del tutto fortunate non fosse riuscito a sfuggire a un controllo della polizia stradale di Gorizia, proprio quando stava per valicare l’ex valico di Sant’Andrea attraverso la A34. Nell’aprile scorso gli agenti lo fermarono poco prima del valico mentre era alla guida di un furgone con targa rumena, e con a bordo una 27enne rumena in avanzato stato di gravidanza (otto mesi), C.M.C. le iniziali e anch’essa indagata ma in stato di libertà per gli stessi reati. All’interno del furgone, ben occultati, merce varia per un valore di qualche decina di miglia di euro: da attrezzi da cantiere a computer portatili, da materiale elettronico ad addirittura apparecchi per chirurgia dentale, frutto di furti operati in varie parti d’Italia. A quel punto gli agenti hanno deciso di portare in caserma i due rumeni per ulteriori accertamenti. Con una manovra azzardata e improvvisa, però, il conducente ha cambiato rotta riuscendo a fuggire a piedi. Inseguito ma presto abbandonato per le condizioni della donna e per la pericolosità del luogo dove si era fermato il furgone. Dopo lunghe indagini, comunque, si è risaliti alla vera identità e così è stata emessa la terza ordinanza di custodia cautelare. I nostri valichi, dunque, ancora una volta si sono confermati vie di fuga ideali per i molti rumeni che dopo le razzie fuggono all’estero. Molti sono stati “pizzicati”, altri l’hanno fatta franca. E a Roma vorrebbero ridimensionare la presenza delle forze dell’ordine, già sotto numero, sul confine orientale.

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