Attacco febbrile o…

Attacco febbrile o istituzionale? Ogni dubbio, come ogni domanda, è lecito. E parecchi sono i dubbi sorti dopo che ieri pomeriggio l’assessore provinciale Ilaria Cecot ha “disertato” la consegna degli attestati ai volontari di “Campo Francesco”, ufficialmente per un attacco di febbre che l’ha costretta a casa, a differenza del presidentissimo Gherghetta, pavoneggiante tra i pochi volontari intervenuti a ritirare l’attestato. E a leggere tra le righe, l’assenza dell’assessore Cecot parla chiaro. In maniera ben più esplicita della comunicazione data dal presidente Gherghetta. In giunta sembra di percepire aria di tempeste, e la palesata quiete di questi giorni potrebbe proprio annunciarla come nella più classica delle trame cinematografiche. Una rottura, un idillio finito. Un rapporto, quello tra Cecot e Gherghetta, andato sgretolandosi negli ultimi mesi, proprio dall’apertura di “Campo Francesco”, ironia della sorte, che pareva averli portati su una unica via politica. Poi il primo temporale. Il riordino scolastico, che nel giro di pochi giorni ha visto rimettere nel cassetto l’ipotesi che sembrava ormai destinata a essere quella decisiva, in favore del piano che tutti conosciamo, che avrebbe portato tra le tante modifiche allo smembramento dell’istituto “D’Annunzio”, alla chiusura della sede storica del liceo Scientifico e a un walzer di sedi comprensibile soltanto a pochi. Un temporale che è andato peggiorando poi con le proteste degli studenti e le azioni in solitaria del presidentissimo, non ultima quella con cui proprio davanti ai ragazzi del “D’Annunzio” ha annunciato a sorpresa l’apertura a un ripensamento, confermata poche ore più tardi con un comunicato ufficiale della Provincia in cui si annunciava il ritiro di ogni piano scolastico.”Un uomo solo al comando”,dicevamo giorni fa,e non “unus inter pares” come imporrebbe una logica dialettica di maggioranza politica,tra alleati che dovrebbero condividere scelte,e dividersi democraticamente oneri e onori.E invece no,allungando cosi’ i tempi della tempesta,a cui e’ seguita una irreale quiete, nessun commento e toni apparentemente tranquilli e rilassati.Ma se dopo la quiete dovesse arrivare un’altra tempesta(leggi dimissioni)tanto di capello all’assessore Cecot che non volendo calpestare la sua dignita’ sacrificherebbe la “poltrona”.Anche lei ha commesso i suoi errori in merito al riordino scolastico, ma ha avuto il coraggio,e aggiungiamo di nuovo, la dignita’ di ammetterli senza giri di parole o scusanti ridicole. E come la Cecot, forse anche altri non scenderanno a patti con la loro coscienza. Patti che di sicuro non accettano gli studenti, soddisfatti di aver vinto la “battaglia” per la salvezza della propria scuola, ma che hanno deciso in comune accordo con la direzione scolastica e con i genitori, di sospendere,ma solo sospendere, le proteste, e quindi anche il corteo inizialmente previsto per oggi. Guai abbassare la guardia. Studenti, famiglie e insegnanti restano infatti in attesa che le promesse del presidente Gherghetta vengano scritte nero su bianco. Altrimenti, il motore delle proteste sarebbe già pronto a rimettersi in moto. E con un rombo ancora più assordante.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *