Ater, canoni raddoppiati

La protesta si solleva anche a Gorizia e nell’Isontino, da dove si rincorrono le segnalazioni, affidate anche al web e ai social network, da parte di cittadini che hanno visto lievitare l’importo dei canoni per l’edilizia sovvenzionata. In alcuni casi con balzi da primato e con differenze anche di alcune centinaia di euro. Il primo elemento che ha causato l’aumento dei canoni, come spiega la direttrice dell’Ater di Gorizia, Alessandra Gargiulo, sta nella variazione di calcolo del canone stesso, che prima veniva effettuato sulla base del reddito imponibile, mentre ora si basa sulla scorta dell’Isee. Ma la situazione è più articolata di quanto possa apparire. «Dalle simulazioni che avevamo eseguito ci aspettavamo un certo numero di aumenti e anche la conseguente ondata di proteste» ammette Gargiulo, «da quest’anno i canoni di edilizia sovvenzionata vengono calcolati, come tutte le prestazioni assistenziali, in base all’Isee. Un passaggio che anche in assenza di variazioni di reddito provoca inevitabilmente delle modifiche. L’Isee prende infatti in considerazione fattori che il reddito imponibile non prendeva, dai depositi bancari ai redditi che non sono oggetto di imposta, come gli assegni familiari, fino alle proprietà. Se una persona vive con una pensione minima ma è in possesso di un deposito bancario importante, in sostanza si trova proiettato in fasce più alte, con aumenti di canone anche molto consistenti». L’Ater ha analizzato la casistica dei canoni che nella nostra città hanno riportato delle variazioni anche minime. Nell’80 percento dei casi gli assegnatari di alloggi di edilizia sovvenzionata hanno registrato un decremento del canone mensile oppure aumenti fino a un massimo di 50 euro, il 12% ha registrato invece incrementi compresi tra i 50 e i 100 euro al mese, e il rimanente 8% ha registrato aumenti superiori ai 100 euro. In particolare quest’ultima categoria comprende tutte le variazioni dovute agli scatti di fascia e a un aumento consistente dell’Isee rispetto al reddito imponibile. «Questo cambiamento ha riguardato tutte le Ater del Friuli Venezia Giulia -spiega ancora Gargiulo- e anche dalla loro esperienza apprendiamo che in questi casi la variazione è dettata dalla presenza di patrimonio mobiliare o immobiliare non residenziale, quindi negozi o laboratori artigianali, auto di lusso o depositi bancari importanti, superiori ai 50 mila e talvolta addirittura ai 100 mila euro. È plausibile che situazioni simili si registrino anche nella nostra città e nella nostra provincia». Tra i casi limite registrati dagli uffici dell’Ater isontina, quello di una famiglia che si è vista proiettare dalla fascia più bassa, per la quale pagava un canone minimo di 40 euro, alla fascia più alta con un canone mensile di 560 euro. «In questo caso però -evidenzia Gargiulo- abbiamo anche notato il passaggio da un reddito imponibile bassissimo a un Isee davvero importante. Non fa parte di quelli che considero aumenti fisiologici del canone e che nella maggior parte dei casi sono molto contenuti. Non mancano poi i casi di famiglie che hanno visto scendere anche di 200 euro il canone rispetto a quanto pagavano prima». Le fasce in cui sono suddivisi i nuclei familiari assegnatari di alloggi di edilizia sovvenzionata a Gorizia e nell’Isontino sono tre: la prima comprende tutti i nuclei con Isee fino a 10 mila euro, la seconda fino a 33 mila euro e la terza comprende invece i nuclei con Isee superiore a 33 mila euro.

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Le opinioni dei lettori su "Ater, canoni raddoppiati"

  1. L’automobile posseduta non influisce sul calcolo dell’ISEE, se ne indica solo la targa e non il valore.

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