Ater a caccia dei “furbetti”

Dopo l’uragano che si era sollevato a metà febbraio per l’aumento dei canoni di locazione, tra i corridoi della sede Ater di corso Italia è ritornata a regnare la tranquillità. Per l’azienda territoriale di edilizia residenziale di Gorizia è arrivato il tempo dei bilanci. Sono stati infatti 342 i locatari goriziani che dopo aver visto lievitare le richieste economiche dell’Ater, si sono rivolti allo sportello, affollato per settimane, per richiedere la revisione del canone. Gli uffici dell’azienda stanno ancora lavorando sodo intorno a questa altissima pila di fascicoli. Entro giugno dovremo poter sapere quanti dei 342 locatari avranno diritto alla revisione. Ci aiuta a fare il punto della situazione la direttrice dell’Ater provinciale di Gorizia, Alessandra Gargiulo. «Abbiamo raccolto tutta la documentazione necessaria e intendiamo chiudere la fase delle revisioni a giugno» ha spiegato, «poi si aprirà la seconda fase, relativa invece agli adeguamenti automatici per i nuclei monocomponenti. Verranno ricalcolati i canoni e liquidati i conguagli a partire dal secondo semestre di bollettazione». Capitolo a parte per i locatari che, con il nuovo Isee, hanno superato il reddito massimo consentito, perdendo i requisiti per accedere all’edilizia sovvenzionata. «Queste persone non saranno mandate fuori di casa dall’oggi al domani» precisa Gargiulo, «ma daremo loro un periodo di tempo durante il quale potranno rientrare nei limiti e vedersi riconfermato il diritto ad avere un’abitazione. A Gorizia il problema riguarda una sessantina di casi». Sono invece un centinaio i locatari che, nonostante i ripetuti appelli da parte dell’Ater, non hanno ancora presentato l’Isee aggiornato. Al momento, a queste persone viene applicato il canone massimo previsto dall’Ater. «Effettivamente c’è ancora qualcuno che latita» ha evidenziato Gargiulo, «in 50 hanno provveduto a consegnare l’Isee ma ne mancano ancora un centinaio che si sono visti applicare incrementi di canone molto elevati. La difficoltà di queste persone, il più delle volte, è rappresentata dall’impossibilità di recarsi al Caf, non dipende da una loro cattiva volontà ma da circostanze superiori. In questo mucchio però possono nascondersi anche i furbetti. A breve tutti i locatari saranno contattati per il censimento. Sarà l’ultima possibilità per regolarizzare queste posizioni, se non venisse colta nemmeno stavolta procederemo con le revoche». Nel frattempo, la graduatoria di Gorizia, nella quale sono state inserite complessivamente 457 domande (39 quelle rifiutate), non ha ricevuto istanze di ricorso. La prima risposta abitativa a queste famiglie arriverà dai 60 alloggi di via del Carso. La commissione per l’accertamento dei requisiti ha già iniziato a lavorare sulla composizione della graduatoria per il comune di Monfalcone, che dovrebbe essere pronta entro la fine di giugno. Quest’anno saranno pubblicati anche i nuovi bandi per Gradisca d’Isonzo e Grado. Nel frattempo sono terminati i lavori ai 60 alloggi di Campagnuzza. Ma servirà ancora un po’ di pazienza prima di poter tagliare il nastro delle nuove palazzine Ater di via del Carso, sorte sulle ceneri dell’ex macello. Il cantiere, come ha spiegato la direttrice Ater, Alessandra Gargiulo, si sta occupando delle ultime bonifiche belliche dei terreni destinati ai lavori di urbanizzazione. A breve si aprirà la fase dei collaudi. Per l’inaugurazione si dovrà attendere fino alla prima metà di agosto.

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