Ascensore per l’inferno o paradiso?

In questi giorni a tenere viva l’attenzione dei goriziani sono ovviamente le vicissitudini dell’ascensore che unirà Piazza Vittoria al Castello.
Seguendo il cliché nazionale, anche in questo caso, la città si spacca a metà con il suo fronte del sì e quello del no. L’Italia è un Paese diviso in due, dove le decisioni prese creano scontento o da una parte o dall’altra; riusciamo ad avere idee opposte sulla gravidanza di Gianna Nannini, figuriamoci su argomenti politici che dovrebbero riguardarci più da vicino.
Assumendo queste prese di posizione “per partito preso”, spesso si incorre nel grave errore di annullare la propria capacità di analisi, distanziandosi così dal pensiero logico e nella maggior parte dei casi risolutivo.
Il nostro caro ascensore (o come qualcuno leggerà, ascenzore) sta sollevando moltissime polemiche, com’era facilmente prevedibile, scaturendo gruppi che vorrebbero protestare in piazza contro lo scempio naturalistico piuttosto che quelli che alimentano legittimi dibattiti sui social network e via dicendo.
Viene da chiedersi: ma possibile che tra il nero ed il bianco non ci possa essere il grigio? Possibile che le persone non riescano a pensare con la propria testa invece di seguire quello che impone la massa “di destra” o quella “di sinistra”?
Cerchiamo di ragionare obiettivamente su alcuni punti.
Perché le persone dovrebbero utilizzare l’ascensore per andare in castello?
In un contesto globale nel quale il borgo sia trasformato in una specie di cittadella con iniziative valide moderne (non il solo museo della guerra e la mostra delle belle statuine) rivolte in primis ai giovani goriziani nella fascia serale, tipo un Bastione Fiorito e meno giovani nella fascia diurna, mercatini, rivisitazioni storiche, chioschi (ecc) con conseguente richiamo di turisti, l’ascensore diventa un valore aggiunto. Vero è che al momento non esiste un progetto innovativo e corposo per dare lustro al Borgo Castello animandolo con iniziative di spessore durature nel tempo. Se esiste è ben celato nel mondo segreto dell’assessore Devetag. Un castello inattivo rende l’ascensore inutile.
Quanto ci costerà mantenere l’ascensore?
Spesso quelli che si lamentano del canone RAI sono gli stessi che non l’hanno mai pagato. Sinceramente questo pretesto sul fronte del no è davvero misero. Se una struttura è funzionante e, come abbiamo detto prima, è un valore aggiunto alla madre per importanza di tutte le opere architettoniche goriziane qual’è il Castello, allora chi se ne frega di quanto può costare. Se proprio vogliamo fare dei tagli alle spese inutili sono molte altre le cose che dovremmo andare a verificare. In un contesto funzionale (in realtà molti cittadini sono scettici che questo avvenga) un discreto flusso di visitatori potrebbe garantire delle entrate derivanti da una tassa di servizio (biglietto), ad esempio. Prima di gridare alla scandalo, ricordo che si tratterebbe di usufruire di un servizio, allo stesso modo di un autobus. Il Comune potrebbe inoltre decidere di appaltare a qualche ditta privata la gestione dell’impianto, eliminando così le spese.
E’ un ecomostro?
Non credo che a Gorizia, città in cui per spostarsi i cittadini sono abituati a fare anche 100 mt in macchina, negli ultimi due anni si sia così acutizzato questo senso dell’ecologia. Perché se crea indignazione tale l’abbattimento di qualche albero (e molti rovi) al punto da scendere in piazza, sarebbe dovuta scoppiare la guerra civile per l’alone distruttivo che porta con se il rifacimento di una delle opere più inutili del secolo, ossia il raccordo Gorizia – Villesse che, in quel caso si, sta deturpando il territorio.
Se veramente ci fossero residui celtici?
Sarebbe bellissimo poterli vedere illuminati, ad esempio, transitando con l’ascensore. Sullo stile dei resti romani che sono affiorati a Grado durante la costruzione dell’Hotel Fonzari, dove all’inizio la scoperta pareva essere un impedimento, poi è diventata un valore inestimabile aggiunto.
In conclusione questo ascensore può diventare una salita per il paradiso o una discesa per l’inferno. Il paradiso nell’alto Castello bisogna crearlo da zero, concretizzando idee e validi progetti di rilancio. Compito che spetta a tutti. L’inferno è al momento rappresentato dalla pessima gestione della sottostante piazza Vittoria, con discrepanze oltre che nel pavé, anche nella gestione dei lavori. Compito che spettava a pochi. A voi la scelta.

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Le opinioni dei lettori su "Ascensore per l’inferno o paradiso?"

  1. Non sbagli. Il progetto globale e d’insieme vedrà già a breve la riqualificazione di Via d’Annunzio e successivamente l’intera riqualificazione del borgo castello con una sua completa rivisitazione sia stradale sia delle essenze arboree. Ciò in quanto il piazzale Seghizzi, che era privato ad uso pubblico, è stato di recente donato dal proprietario al Comune e quindi si potrà procedere.

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