Ascensore, l’iter riparte

Primo passo verso il completamento dell’ascensore al castello di Gorizia. Sono state infatti aperte le buste contenenti le offerte tecniche, tutte giudicate regolari e ammissibili alle procedure della gara pubblica, presentate da quattro raggruppamenti professionali. Tre di queste arrivano da Udine, si tratta di quelle presentate dallo studio Causero e Spadetto, dall’ingegner Alberto Novarin e dall’architetto Paolo Petris, mentre la quarta arriva dall’Area Engineering di Venezia. La commissione valutatrice, composta da un gruppo di tecnici del comune di Gorizia, si ritroverà nuovamente dopo Pasqua per valutare le offerte economiche. Lo studio che sarà decretato vincitore avrà a disposizione 30 giorni per redigere il progetto. A quel punto sarà possibile procedere con la seconda gara, per individuare la ditta che si occuperà di completare l’opera. Per terminare i lavori al cantiere serviranno circa sei mesi di tempo. L’ascensore, quindi, dovrebbe entrare in funzione tra la fine di quest’anno e, più probabilmente, l’inizio del prossimo.

Intervento da 324 mila euro
Oltre a terminare il percorso dei tre ascensori, il progetto dovrà prevedere la realizzazione delle stazioni di partenza (accanto alla galleria Bombi, di fatto già ampiamente strutturata) e di arrivo (ai piedi dei bastioni), oltre alla galleria pedonale in ipogeo all’interno del colle. Il costo complessivo che il comune di Gorizia dovrà sborsare per quest’ultimo tratto è di 256.134 euro, che conteggiando anche Inarcassa al 4 per cento e l’Iva al 22 lievitano a 324.983 euro. «Sono contento che questo iteri sia finalmente ripartito» ha commentato il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, appena rientrato dalla trasferta in Libano, dove ha fatto visita ai militari della brigata Pozzuolo, «ora speriamo non capitino altri imprevisti e che l’impianto sia realizzato nel minore tempo possibile. La risalita al castello è una delle poche cose che non sono riuscito a portare a termine, sono dispiaciuto ma mi fa sorridere osservare come questa sia diventata uno dei cavalli di battaglia delle opposizioni, alle quali evidentemente non rimangono più molte questioni alle quali appigliarsi».

Gestione in mano all’Apt?
Ancora tutta da giocare, poi, la partita sulle spese di gestione dell’impianto, che rischiano di rappresentare un vero e proprio balzello per il comune. Comune che però ha già trovato l’escamotage: far rientrare l’ascensore nel servizio di trasporto pubblico locale. «L’ipotesi era già in via di studio abbastanza avanzato» racconta il sindaco, «dopodiché a causa dei ritardi ci siamo visti costretti a mettere tutto in stand-by. Tuttavia, a mio avviso la pista è ancora assolutamente percorribile, tant’è che abbiamo ravvisato anche l’interessamento da parte dell’assessore regionale al trasporto pubblico locale, Mariagrazia Santoro, e dell’Apt, che nel frattempo si è già mossa approvando una fondamentale modifica al proprio statuto, che le permette di poter gestire questo tipo di servizio. Se questo progetto andasse in porto, le spese vive che non fanno dormire i consiglieri comunali di opposizione sarebbero in carico all’Apt». A quel punto all’azienda spetterà anche la decisione sull’importo della tariffa per i cittadini che vorranno utilizzare l’ascensore.

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