Ascensore, lavori entro l’anno

Domenica dalle urne non uscirà solamente il nome del nuovo sindaco di Gorizia, ma anche di colui che dovrà ereditare da Ettore Romoli il massiccio faldone delle opere pubbliche. Stavolta facendosi affiancare, salvo sorprese, da un assessore ai lavori pubblici. Una delega che porterà in dote un’agenda che già si presenta ricca di appuntamenti e scadenze relative ai cantieri aperti in città, uno per tutti quello per il restyling dei controviali di corso Italia, e a quelli che apriranno i battenti da qui all’inizio del prossimo anno, dai parcheggi delle vie Margotti e di Manzano fino all’ascensore del castello. E proprio dal colle del castello arrivano gli aggiornamenti più freschi sull’iter progettuale e sul cronoprogramma dei lavori. A occuparsi del progetto esecutivo sarà l’associazione temporanea di professionisti guidata dallo studio Causero e Spadetto di Udine, forte della collaborazione con la Sintagma di Perugia e l’architetto Barbara Franco di Aiello. «Quando il progetto sarà sfornato sicuramente non sarà più sindaco di Gorizia» scherza il primo cittadino e assessore uscente ai lavori pubblici, Ettore Romoli, «mi aspetto che sia tutto pronto subito dopo l’estate, non più tardi. Se così sarà, è possibile immaginare che al netto di eventuali nuove disgrazie, che al momento non sono prevedibili, i lavori per terminare l’impianto potrebbero cominciare entro la fine dell’anno». Da quel momento, alla ditta che sarà incaricata di occuparsi dei lavori serviranno circa 180 giorni per terminare il percorso dei tre ascensori, realizzare le stazioni di partenza (accanto alla galleria Bombi) e di arrivo (ai piedi dei bastioni), oltre alla galleria pedonale in ipogeo all’interno del colle. Il costo complessivo che il Comune dovrà sborsare per quest’ultimo tratto è di 256.134 euro, che conteggiando anche Inarcassa al 4 per cento e l’Iva al 22 lievitano a 324.983 euro. Terminato il progetto, questo dovrà comunque affrontare un ultimissimo passaggio sotto la lente della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, che comunque ha già avallato il progetto preliminare. Nel frattempo, sempre in castello, si sta concludendo anche l’iter per la donazione al Comune di un settore delle mura che cingono il borgo, risultati di proprietà privata. L’ultimo atto, in via di esaurimento, è quello della registrazione formale all’ufficio tavolare. Un passaggio burocratico fondamentale per poter affrontare al meglio l’ormai prossima fase di pulizia delle mura, primo step degli attesi lavori di riqualificazione del castello finanziati grazie ai fondi comunitari di Agenda urbana, nell’ambito dei quali è prevista anche l’installazione di sussidi multimediali per i turisti. Non mancheranno anche puntuali interventi per la messa in sicurezza delle mura, che proprio con i crolli delle ultime settimane hanno dimostrato in più punti l’urgenza di un intervento.

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