Ascensore bloccato, il perché

Dopo il botta e risposta tra il Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, ed il CoAsGo (Comitato Contro l’Ascensore di Gorizia), è arrivata questa mattina l’ufficialità della sospensione dei lavori ai tre ascensori che, da piazza Vittoria, condurranno i futuri visitatori del capoluogo isontino al Castello di Gorizia.

La zona, cerchiata in rosso, dove è stata ritrovata parte di quella che si pensa essere la cinta muraria originale del Castello di Gorizia.
IL RITROVAMENTO — «Se non avessimo iniziato i lavori, non avremmo mai trovato questo reperto» esordisce il Sindaco Romoli, «questi resti non sono stati trovati per caso: ogni scavo è assistito dalla dottoressa Mandruzzato, un’archeologa incaricata dal Comune alla sorveglianza archeologica del sito durante le operazioni di scavo». «Immaginare la presenza di questi resti» ha poi riflettuto il Sindaco, «non era possibile fino al momento degli scavi».

IL REPERTO — Quello che le ruspe hanno riportato alla luce è «un manufatto di spessore superiore ai due metri», del quale non è stato per ora effettuato nessun processo di datazione, mentre si ipotizza facesse parte della cortina originaria del Castello di Gorizia, le cui origini potrebbero dunque risalire fino al XI secolo. Nonostante le prime ipotesi da parte degli addetti ai lavori, fino alla datazione ufficiale del reperto, questo potrebbe essere addirittura un “falso”, in quanto potrebbe essere una delle ricostruzioni operate successivamente ai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.
È stato inoltre ritrovato un secondo muro, di valore certamente inferiore rispetto al primo, per il quale è già stato richiesto il permesso di abbattimento.

LA SOSPENSIONE DEI LAVORI — Alla luce della scoperta, è stata richiesta, da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, una «indispensabile […] sospensione dei lavori con conseguente ripensamento del progetto iniziale, al fine di poter conservare e studiare l’emergenza muraria». Il primo punto poco chiaro è dunque questo: il cantiere, attualmente, si occupa di tre impianti di risalita. Il primo, a cremagliera, ha raggiunto già uno stato avanzato dei lavori. Il terzo, che raggiungerà il Castello, non è coinvolto dal nuovo probabile scavo archeologico. Il secondo, il centrale e – forse – cardinale impianto, è invece investito da questa agrodolce scoperta.
Sarà necessario bloccare i lavori di tutti i tre impianti o sarà sufficiente fermare i lavori della seconda risalita? Su questo, il MiBAC è stato poco chiaro. Il Comune di Gorizia ha, in via precauzionale, arrestato i lavori su tutta l’area del colle, ad esclusione di quelli per la messa in sicurezza del fronte di scavo, prevedendo ora un’accelerazione dei lavori della galleria Bombi. Ad ogni modo, le istruzioni arriveranno dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, le cui indicazioni completeranno le prime, firmate dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali.

COME FINIRÀ? — Il Sindaco Romoli ha previsto due soluzioni possibili. La prima darebbe poco valore al reperto e, quindi, il normale proseguo dei lavori, una volta terminate le opportune verifiche. La seconda, ben più probabile, in caso di maggior valore archeologico del reperto, obbligherebbe alla progettazione di una nuova soluzione per la costruzione del secondo ascensore. Nel frattempo, dal giugno 2012, il termine dei lavori è stato posticipato agli ultimi mesi del prossimo anno, se non addirittura ai primi del 2013.
Il Comune di Gorizia, prendendo la pietra al balzo, ha già pensato a possibili valorizzazioni del reperto. Idee per ora nel cassetto segreto del Sindaco, ma che verranno sicuramente discusse con la Soprintendenza ai Beni Archeologici.

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