Arroganza senza fine

Nonostante che anche l’ultimo sondaggio sul gradimento dei presidenti di Regione italiani la dia in picchiata, la nostra Debora Serracchiani continua con la sua ben nota arroganza, e pure presunzione, ritenendo a questo punto che la sua leadership non potrà, e non dovrà, mai essere messa in discussione. Un errore macroscopico visto che ormai anche alcuni dei più fedeli “zerbini” stanno prendendo le distanze, oltre a quei simpatizzanti che cinque anni fa le avevano dato fiducia e permesso di conquistare la massima istituzione del Fvg. L’ultimo episodio di arroganza domenica scorsa a Palmanova alla convention del Pd regionale impegnato ad individuare idee, programmi e squadra per le prossime elezioni. In estrema sintesi avrebbe polemizzato con Francesco Russo, senatore triestino del Pd, “reo” di aver fatto un intervento ancora una volta fuori dal coro “zerbinesco”, e quindi sotto sotto di ambire ad essere il candidato del centro sinistra (già in lizza Bolzonello, Shaurli e Cosolini, si dice). Una sorta di lesa maestà (il capo sono io), mal digerita dalla presidente. Pronta la risposta di Russo sul suo sito web condita con alcuni giusti, e doverosi, suggerimenti per cercare di recuperare il dissenso accumulato in cinque anni di governo non certo esemplare. «A Debora Serracchiani» scrive il senatore, «rispondo che non ho intenzione di candidarmi a presidente della Regione Fvg: so, ad oggi, di non essere l’uomo giusto. Sono pronto, però, a lavorare per individuare tutti insieme il candidato migliore». E aggiunge: «A patto però che non lo decidano sempre i soliti noti magari in riunioni (più o meno) segrete, cene riservate, “caminetti” di corrente: a me piacerebbe, invece, una discussione aperta e trasparente che coinvolga i nostri circoli e i nostri elettori”. Un ragionamento che fila ma che difficilmente sarà attuato anche sulla scorta di quanto poco siano servite le batoste elettorali e referendarie per cambiare rotta e prima ancora, per analizzare seriamente le cause di tante sconfitte. E Russo aggiunge ancora: «È forse troppo chiedere di non avere paura che questo candidato sia scelto -dati alla mano-valutando semplicemente chi è il più capace di ribaltare la sconfitta che oggi i sondaggi ci preannunciano, di unire tutto il centrosinistra e le parti più vitali della società regionale? Se continuiamo così il Fvg lo regaliamo alla destra». Evento quest’ultimo abbastanza probabile nonostante anche il centrodestra stia cercando una difficile unitarietà e abbia troppi galli, o candidati, nel pollaio. Comunque non sarà facile per il centrosinistra ritornare a palazzo, se poi la presidente optasse (speriamo si decida presto) per la ricandidatura, sarebbe pura utopia. D’altronde anche la via di Roma non sembra più tanto in discesa. Di certo è che ne vedremo ancora di belle.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Le opinioni dei lettori su "Arroganza senza fine"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *