Apt, caccia ai “portoghesi”

Un fenomeno che anche a Gorizia e nell’Isontino si conferma stabile rispetto agli ultimi anni, ma che desta comunque una certa preoccupazione tra i vertici dell’azienda per i trasporti. Parliamo dei furbetti che tentano di viaggiare gratis a bordo dei bus delle linee urbane ed extraurbane, contro i quali Apt ha avviato una vera e propria lotta potendo contare, grazie a una specifica legge regionale che ha regolamentato i controlli, sulla possibilità di elevare sanzioni fino a 210 euro a chi viene pizzicato a bordo dei mezzi di trasporto pubblico senza titolo di viaggio. Ma a complicare il compito dei controllori è da sempre, soprattutto sugli autobus in città, la facilità con cui i “portoghesi” riescono ad accorgersi della presenza del controllore, salendo sul bus successivo oppure riuscendo a sgattaiolare dal bus alla fermata. Per questo anche l’Apt ha deciso di affiancare ai controllori dell’azienda anche alcune guardie giurate autorizzate alla verifica dei biglietti. «Apt monitora costantemente la sussitenza del titolo di viaggio che permette di accedere al servizio di trasporto pubblico» ha commentato in una nota il direttore dell’azienda provinciale trasporti, Roberto Bassanese, «e lo fa su tutta la rete di servizio, nonché con periodiche campagne mirate sulle diverse aree servite. Considerate le differenti caratteristiche tra il servizio urbano e quello extraurbano, l’attività del personale di verifica è uno strumento di prevenzione più efficace sui mezzi extraurbani rispetto a quelli urbani, sui quali l’evasione della tariffa risulta proporzionalmente maggiore anche a causa della brevità del tragitto tra una fermata e l’alta, della frequenza del servizio e delle diverse modalità di accesso al mezzo». Nel corso del 2016, secondo i dati forniti dall’Apt, su un totale di 5.600.000 passeggeri trasportati, sono stati effettuati 60 mila controlli, uno ogni 93 passeggeri, ed elevate 1800 sanzioni, che corrispondono al 3 percento dei passeggeri controllati. «Va sottolineato» ha aggiunto Bassanese, «che almeno un quinto di questi si riferisce ad abbonati che al momento del controllo non avevano con sé l’abbonamento acquistato e che la percentuale di passeggeri multati a bordo dei nostri mezzi è ben inferiore a quella definita fisiologica a livello nazionale, che si attesta tra il 5 e il 6 percento». Percentuali comunque sufficienti a far stimare dalla direzione dell’Apt in 90 mila euro il controvalore dei mancati introiti causati dal mancato pagamento del biglietto. Mancati introiti che Apt non smette di inseguire mettendo in atto una continua attività di recupero gestita in toto attraverso procedure interne, quindi senza affidare queste pratiche ai legali, che intervengono esclusivamente se il destinatario della sanzione non da risposta dopo tre solleciti consecutivi. Una eventualità che a Gorizia e nell’Isontino si verifica solamente nel 10 percento dei casi.

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Le opinioni dei lettori su "Apt, caccia ai “portoghesi”"

  1. Xe sufficente metter i “tornelli” alla porta d’ingresso e il problema xe risolto.
    O te paghi o te va a piedi.

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