Anti-schiamazzi, regolamento al vaglio

Una apertura a suo modo storica per ridiscutere l’ordinanza anti-schiamazzi. Residenti e titolari di bar e locali saranno convocati insieme alle commissioni del consiglio comunale di Gorizia per definire le linee guida di un nuovo regolamento che di fatto andrà ad affiancarsi all’ordinanza, per cercare di venire incontro alle esigenze degli uni e degli altri. Questo l’impegno assunto dal sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, davanti al consiglio che si apprestava a discutere la mozione del consigliere Emanuele Traini (Federazione della Sinistra) sulla “illegittimità dell’ordinanza anti-schiamazzi”, successivamente ritirata alla luce delle garanzie offerte dal primo cittadino. «Il mio è un impegno politico affinché vengano convocate le commissioni per cominciare questa discussione che dovrà tenere conto sia delle richieste degli esercenti sia di quelle dei cittadini» ha detto Romoli, «la città è di tutti, non solo di chi vuole fare le 5 di mattina. Secondo me, nonostante tutte le critiche che mi sono tirato addosso per otto anni, l’ordinanza ha funzionato perché ha portato una tranquillità che molti cittadini chiedevano. Ora le condizioni che avevano fatto nascere la necessità dell’ordinanza non sussistono quasi più, la situazione in città è decisamente migliorata e non assistiamo più alle scene a cui eravamo costretti ad assistere prima di questo provvedimento. Per questo sono fiducioso che con il buon senso da parte di tutti sia possibile trovare una mediazione tra le varie richieste». Alle commissioni dunque il compito di ascoltare i titolari degli esercizi pubblici che rientrano nella zona prevista dall’ordinanza e dei rappresentanti dei residenti, riuniti anche in un comitato. Toccherà invece all’avvocatura del comune esaminare la legittimità dell’ordinanza emessa dal sindaco il 29 dicembre 2008, un dubbio sollevato proprio nel testo della mozione ritirata dal consigliere Traini, che chiedeva di rivedere gli orari previsti dal provvedimento secondo le disposizioni previste dal decreto “Salva Italia”. «Non è nostra intenzione legittimare comportamenti che vadano a disturbare la quiete pubblica» ha spiegato Traini, «tantomeno puntare a una sorta di discoteca all’aperto. Chi crede questo ha interpretato male il testo della mia mozione. La prospettiva che venga convocato un tavolo con associazioni di categoria e comitati per ridiscutere proprio questi aspetti e ufficializzarli attraverso un regolamento è proprio ciò che ho sempre auspicato. Ritengo necessario che vengano liberalizzati gli orari e che si applichi un controllo non repressivo bensì educativo e propositivo affinché dopo una cert’ora la musica all’esterno dei locali non si percepisca più. Ho ritirato la mozione convinto dalle rassicurazioni del sindaco, riservandomi però di ripresentarla tale e quale nel momento in cui queste non dovessero essere rispettate». Altre mozioni, tutte fatte proprie dal sindaco, hanno toccato i temi del servizio postale, dell’eccesso di velocità sulle strade di Gorizia, delle azioni a tutela dei pensionati e del congelamento dell’ingresso della polizia locale nella Uti “Collio-Alto Isonzo”.

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