Alcolismo agonistico

C’è chi, per sport, gioca a pallone. Chi nuota, chi gioca a tennis e chi a pallavolo. E c’è chi, nella nostra città, gioca al piccolo alcolista.
Attenti, però: non è il solito gioco del sabato sera di cui tutti conosciamo l’esistenza (non vedenti esclusi), ma è un qualcosa di ben più organizzato, una sorta di alcolismo agonistico.
Ci sono le regole, gli strumenti di valutazione, magari anche gli arbitri e, perché no, anche il gruppetto di ultras.
E quale strumento meglio del precursore anti-alcol può servire a valutare tali espressioni di agonismo alternativo? Nessuno. È con questo nuovo giocattolo che i giovani nostrani si divertono e, invece che utilizzarlo coscienziosamente per conoscere il proprio stato (motivo per cui è stato ideato), a qualcuno è venuta la simpatica idea di eleggerlo a giudice supremo di questa nuova attività sportiva.
Un’attività discutibile, altroché. E pensate che, dato il prezzo del giocattolo, per ogni verifica a questi giovinastri tocca perfino rinunciare ad un giro di drink.
Alla fine il gioco è semplice: basta soffiare nel dispositivo e leggere il numero che riporta successivamente al nostro soffio. Saremo tutti d’accordo che, dopo un numero considerevole di alcolici assunti, è più facile la prima azione che la seconda. Più sarà alto il numero, più si è fighi e più si avanzerà nella bizzarra competizione.
Chissà che un giorno non diventi una triste pratica comune, tanto da ritenere opportuna l’organizzazione di tornei locali. Il premio? Medaglia e coppa. Anzi, medaglia e calice.

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Le opinioni dei lettori su "Alcolismo agonistico"

  1. E vogliamo parlare dei famosi tornei estivi di calcio che la coppa più ambita ormai e’ diventata la ” coppa chiosco ” ?
    E poi i cattivi sono i gestori dei bar….

  2. E poi vogliamo parlare dei famosi e salutisti tornei estivi di calcio , dove ormai il premio più ambito è la famosa “coppa chiosco”?

    E poi sono i gestori dei locali i cattivi di turno….

  3. Che dopo una partita di calcio si beva qualche birra è cosa abbastanza normale, che si faccia a gara a chi beve di più e lo si attesti con uno strumento un po’ meno. Del resto ciascuno è libero di fare ciò che vuole, finchè lede il prossimo, la selezione naturale farà il resto.

  4. non è una grande novità sinceramente… anche senza l’alcol tester i ragazzi bevono e, soprattutto fra i giovanissimi, chi è più pieno è più figo… l’alcol tester ha fornito solo uno strumento per evolvere questa pratica.

    @ Alessio: la chiosco cup è un rito di quasi tutti i tornei estivi, se vogliamo fare di tutta l’erba un fascio mettiamo al bando gli alcolici di qualsiasi gradazione no?

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