A 16 ANNI SI È ABBASTANZA GRANDI PER ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Questo leggo in un post di oggi ed è un opinione che mi sento di condividere solo in parte. Se la legge attribuisce infatti ai minorenni solamente alcune delle facoltà giuridiche concesse ai maggiori di anni 18 questo non è per una forma di razzismo generazionale, ma per la banale considerazione che l’esperienza è comunque maestra di vita e che chi non ha vissuto ancora abbastanza a lungo rischia più facilmente di essere subornato o ingiustamente influenzato nelle sue decisioni. Per quello che riguarda il tema della nostra discussione di questi giorni, la diffusione dell’abuso di alcool tra i giovani, la cosa è particolarmente vera. Le multinazionali produttrici di liquori, la lobby degli importatori e dei commercianti al dettaglio fanno ogni sforzo di marketing e pubblicitario per convincere i ragazzi che bere è una cosa da “grandi”, che rende più maturi e sicuri, che persino una sbronza è un segno di anticonformismo intellettuale. Non è così bere è un vizio da poveri coglioni e uno sbronzo è semplicemente un straccio d’uomo buono per essere preso per il sedere dai passanti. Eppure nella nostra città questa cultura del “bere troppo” si è ormai tanto radicata da diventare quasi endemica, il continuo fiorire di nuovi bar e osterie nelle vie del centro ne è la prova più evidente. Non è ai commercianti però che va addossata la colpa di questo degrado, non è con il proibizionismo che si risolvono le cose, se c’è una domanda, l’offerta troverà comunque il modo e la maniera di esprimersi. E’ alla classe dirigente di questa città che dobbiamo chiedere qualcosa di più, una determinata azione per combattere un fenomeno che sta incidendo pesantemente sul futuro delle nuove generazioni. Come? Qualche idea ce l’abbiamo e non mancheremo di farla conoscere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Le opinioni dei lettori su "A 16 ANNI SI È ABBASTANZA GRANDI PER ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ"

  1. Tutto giusto. Magari a cominciare anche da chi usufruisce di un potente mezzo di comunicazione come questo che a mio avviso potrebbe evitare di utilizzare parole che poco hanno a che fare con l’educazione. Visto che il relatore professa perbenismo, dovrebbe essere il primo a portare il buon esempio. D’altronde mi pare di capire che in questa piovosa cittadina, arsa di coerenza, la gente abbia tanto tempo per sollevare i problemi ma ne dedichi decisamente poco per cercare di risolverli.

  2. Condivido,Spritz_Nero

    Scusa ma a quali parole che hannno poco a che fare con l’educazione ti riferisci?

  3. “…bere è un vizio da poveri coglioni” Ci sono termini più divertenti ed altrettanto efficaci. Secondo me.

  4. Effettivamente hai ragione, sarebbe più elegante non usare alcuni termini detti volgari…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *