56 bis alle ultime rifiniture

Ci sono voluti quarant’anni, ma alla fine la 56 bis sta per diventare realtà. E proprio ora che il traguardo si intravvede sulla linea dell’orizzonte, il sindaco Ettore Romoli ha voluto percorrere i 1.600 metri della nuova direttrice stradale (all’anagrafe strada regionale 117, per tutti ormai 56 bis) che promette di alleggerire la mole di traffico, in maniera particolare di quello pesante, che attraversa i centri abitati di Sant’Andrea, Lucinico e Mossa. La bretella sarà percorribile tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Il primo cittadino ha raccolto quindi il dirigente comunale del settore lavori pubblici, Mauro Ussai, l’assessore uscente al bilancio, Guido Germano Pettarin, e il gruppo di cronisti per toccare con mano, o meglio con le suole delle scarpe, il risultato di tanta attesa. «Sono davvero soddisfatto» ha commentato Romoli, «perché siamo riusciti a superare i difficili problemi di natura tecnico-burocratica che hanno ritardato di anni la realizzazione dell’opera. Finalmente ci siamo e mi fa piacere che la strada si aprirà a breve e che Lucinico possa finalmente essere lasciata libera dai mezzi pesanti». Il sopralluogo si è rivelato non solo l’occasione perfetta per annunciare l’ormai prossima apertura della bretella, ma anche quella per fare il punto sulle tante piccole novità inserite in corso d’opera. Un esempio su tutti è quello relativo ai “tunnel” salva-animali selvatici. Necessità che si sarebbe resa necessaria dal rischio al quale andrebbero incontro le bestiole nel caso in cui dovessero attraversare la carreggiata nel buio. Le gallerie, che attraversano da parte a parte la strada, consentiranno così agli animali di piccola taglia di passare dall’altro lato in tutta sicurezza. Una seconda curiosità riguardava le uscite a fondo cieco che si diramano dalle due rotatorie, realizzate, si è scoperto ieri, in vista di futuri ampliamenti e nuovi insediamenti. Insomma, la logica è semplice: meglio prevenire che curare. L’unico rimpianto del sindaco è quello che a tagliare il nastro sarà il suo successore. «Non lo nascondo: avrei preferito che i lavori terminassero prima della scadenza del mio mandato» ha ammesso il sindaco, «ormai rimangono da realizzare solamente le ultime rifiniture e forse con un piccolo sforzo in più sarei riuscito a inaugurarla. Battute a parte, quel che è importante è che dal giorno in cui questa strada sarà riaperta i residenti dei centri di Lucinico, Mossa e Sant’Andrea potranno finalmente ritenersi liberi dal passaggio dei mezzi pesanti. Un transito che in questi anni ha provocato un fiume di lamentele». Romoli ha ricordato inoltre che la strada, secondo quanto previsto dai primi progetti, sarebbe dovuta proseguire fino a Udine, riuscendo a collegare il capoluogo isontino a quello friulano con un tempo di percorrenza calcolato in meno di mezzora. La bretella così come la vediamo oggi, o meglio così come la vedremo, finalmente ultimata, tra circa due mesi, ha richiesto un investimento complessivo pari a 6,5 milioni di euro, di cui 3,4 milioni per i lavori e la parte restante per oneri ed espropri. È lunga come detto un chilometro e 600 metri, larga 10 e mezzo. Il progetto ha previsto anche la realizzazione di due nuove rotatorie, un sovrappasso lungo la strada comunale e un sottopassaggio agricolo. Quella che si presenta a tutti gli effetti come una tangenziale, potrà essere imboccata dai mezzi pesanti direttamente dall’area industriale di Sant’Andrea. Da qui, una volta superato il grande incrocio da dove è possibile rientrare a Sant’Andrea oppure svoltare verso Savogna. I mezzi, proseguendo diritti, non saranno più deviati verso la strada regionale ma di fatto si troveranno già a percorrere la 56 bis, che si ricongiunge con la rotatoria di Mossa. Felice per la buona notizia anche il presidente dell’associazione Lucinis, Giorgio Stabon, che però fa una precisa richiesta al Comune. «I nostri agricoltori hanno la necessità urgente di percorrere almeno il tratto di strada che va dal cimitero a Villanova» ha detto Stabon, «perché a fine giugno i mietitrebbia cominceranno a muoversi verso i campi. Scendere lungo la Mainizza o via Udine sarebbe una grande scomodità. Siamo molto felici per l’apertura della tangenziale, ma va ricordato che parte del merito è anche del nostro vecchio consiglio di quartiere».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *