38 anni fa…

Son gia’ passati 38 anni ma non si riesce e non si puo’ dimenticare quel terribile 6 maggio 1976,una giornata strana,un caldo fuori norma,una serata stellata,piu’ fresca,un boato attorno alle 21,l'”orcolat”,il terremoto che si risveglia e devasta il Friuli.La paura,il panico,le urla,i pianti,le prime notizie confuse,quasi rassicuranti sulle conseguenze,anche se la violenza della scossa faceva presagire scenari drammatici.E le fredde cifre alla fine,purtroppo,lo hanno confermato:989 morti,oltre 3.000 feriti,137 comuni colpiti,18.000 case distrutte e 75.000 danneggiate.E come si puo’ dimenticare?Impossibile per chi ha vissuto quella tragedia,ma anche per i giovani a cui e’ stato tramandato il ricordo, e che quella tragedia la possono percepire appieno attraverso i filmati dell’epoca e le foto,alcune delle quali vi vogliamo riproporre non per riaprire ferite,per altro mai rimarginate,ma per non dimenticare.In pochi attimi in molti hanno perso tutto:gli affetti piu’ cari,la casa,la fabbrica,ma con gli occhi intrisi di lacrime,il popolo friulano si e’ rimboccato le maniche e ha iniziato a raccogliere il poco che restava,a liberare dalle macerie,a pensare al futuro con un solo motto:”prima le fabbriche,poi le case,poi le chiese”.I tre capisaldi del friulano che ancora una volta hanno fatto da viatico alla rinascita.Rinascita voluta con caparbieta’ e innegabili capacita’,alle quali si e’ aggiunta una grande solidarieta’ da parte di tutti,anche questa mai dimenticata,tanto e’ vero che i “nostri” sono sempre i primi ad accorrere in caso di terremoti o altre calamita’.D’altronde la protezione civile e’ nata in Friuli Venezia Giulia ed e’ stata esportata.Come del resto la prima forma di federalismo in concomitanza con la ricostruzione:lo Stato che ha delegato a Regione e sindaci l’enorme lavoro,conclusosi velocemente e senza scandali.Un insieme di cose che,come dicevamo,rendono impossibile dimenticare il 6 maggio 1976.E anche quest’anno,un po’ ovunque e in varie forme,verra’ ricordato quel terribile risveglio dell'”orcolat”.Nei giorni scorsi si e’ iniziato da Gemona ,dove sono stati ricordati i 29 alpini morti sotto le macerie della caserma Goi Pantanali.Ma anche le vittime nella fila dei vigili del fuoco.Il Friuli non dimentica,fa parte del suo Dna.

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