«Isonzo va tutelato»

«Non vogliamo che i migranti non vadano vicino all’Isonzo, ma che si rendano conto dei rischi, che non si accendano fuochi e che venga tutelato l’ambiente». Così il vice prefetto vicario Antonino Gulletta a margine del vertice che ha radunato in prefettura autorità e rappresentanti delle forze dell’ordine per iniziare a pianificare le pattuglie miste per la vigilanza delle sponde dell’Isonzo, al quale oltre ai sindaci di Gorizia e Gradisca e ai vertici delle forze di polizia, hanno partecipato gli assessori regionali Torrenti, Shauri e Vito, e i rappresentanti dei vigili del fuoco, della protezione civile e del corpo forestale regionale. Soddisfatto dall’esito dell’incontro anche il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli, che già all’inizio di dicembre dello scorso anno si era rivolto alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, per arginare la presenza di richiedenti asilo nel parco della Campagnuzza.

«IL PERICOLO È REALE» «Per me è una soddisfazione, si sono convinti finalmente che la forestale può fare qualcosa -ha detto il sindaco- sarebbe stato impossibile continuare a far finta di niente, perché soprattutto esiste un reale pericolo per gli stessi profughi. L’anno scorso fu necessario l’intervento di un elicottero per riportare a riva un gruppetto che aveva raggiunto l’isoletta in mezzo al fiume prima dell’arrivo della piena, senza dimenticare il ragazzo che tre anni fa perse la vita. La disponibilità della Regione a predisporre le pattuglie miste è una seria presa di responsabilità, speriamo che il 28, quando si discuterà anche sulle dinamiche che portano i migranti a Gorizia, si faccia qualcosa di altrettanto serio».

GLI ARRIVI CONTINUANO I richiedenti asilo nel frattempo continuano ad arrivare nella nostra città, come conferma la prefettura. Soltanto ieri sono arrivate 11 persone, e lunedì altre 8. Attualmente, ai 150 ospiti del Nazareno e ai 96 del San Giuseppe, si aggiungono una sessantina fuori convenzione.

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