112 in tilt, chiamate a Brescia

Il centro unico di emergenza, il 112, il primo maggio ha “scioperato” per 3 ore e tutte le chiamate del Fvg sono state deviate alla centrale di Brescia. Non è uno scherzo, pura verità, come ha riferito il quotidiano “Il Gazzettino”: sembra si sia trattato di un “guasto elettrico” ma non sarebbe ancora chiaro da cosa sia stato originato. Si stanno comunque facendo verifiche e accertamenti. Il direttore della protezione civile del Fvg, Sulli, e il dirigente Galasso, sempre a “Il Gazzettino”, hanno assicurato che tutte le chiamate “sono state evase da Brescia e che non si sono verificati disagi per gli utenti”. Certo che dopo un solo mese e mezzo dall’attivazione del 112 si sono già verificati due inconvenienti: il primo nella notte tra l’8 e il 9 aprile un’ora e mezza di black out per una guasto tecnico e ora quello del primo maggio. Due fatti che dovrebbero far riflettere sulla velocità con cui si è voluto attivare il sevizio e conseguente scarsa sperimentazione dell’innovazione. Ora si dice che il sistema sia stato riparato anche se gli interrogativi permangono. Interrogativi che sembrano trovare conferma nelle dichiarazioni dei responsabili rilasciate a “Il Gazzettino”: “il Nue 112 -hanno affermato- è appena partito e alcuni aspetti vanno migliorati. Ad esempio abbiamo riscontrato un numero di chiamate molto più alto del previsto (ma non si è lavorato sui dati del passato come sempre?n.d.r.). Inizialmente ci eravamo basati sull’esperienza della Lombardia che però è diversa dalla nostra (ma dai? n.d.r.)”. In pratica i vertici si sono accorti che 5 operatori per turno non bastano anche perché nelle 24 ore devono rispondere a 1.800-2.000 chiamate. Ma ci si accorge solo ora?Pazzesco, e tutto quel fior fiore di esperti su cosa hanno lavorato? E i dati del pregresso dove sono finiti? Da restar a bocca aperta come il tentativo di giustificazione: “c’è da dire, a ogni modo -hanno detto ancora al quotidiano di Venezia- che diverse persone chiamano impropriamente il Nue 112 con le richieste più disparate che non hanno a che fare con le emergenze vere”. Ancora senza parole. Come è possibile avviare un servizio così delicato e fondamentale senza essere certi che l’insieme del sistema sia perfetto. Forse sarebbe stata opportuna una sperimentazione più attenta e lunga: meno inaugurazioni, meno grancasse, e meno frasi stizzite e accuse di speculazioni a chi fin dall’inizio segnalava le disfunzioni del sistema. Il silenzio della presidente Serracchiani e dell’assessore Telesca sull’ultimo accadimento ci consola ma solo in parte vista la delicatezza dell’argomento: forse hanno capito che le riforme bisogna farle ma… cum juicio. Finché si tratta di Uti va bene, ma con la sanità è tutt’altro discorso!

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